Processo Unipol, per Silvio e Paolo Berlusconi prescrizione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Marzo 2015 17:43 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2015 17:43
Processo Unipol, per Silvio e Paolo Berlusconi prescrizione

Processo Unipol, per Silvio e Paolo Berlusconi prescrizione

ROMA – Prescritti ma non prosciolti. Si chiude un’altra vicenda giudiziaria per Silvio Berlusconi. E’ infatti definitiva la prescrizione per l’ex premier e per suo fratello Paolo, editore de Il Giornale, nel processo ‘Unipol’: lo ha deciso la Cassazione che ha respinto i ricorsi del leader di Forza Italia e del fratello, che chiedevano di essere prosciolti nel merito.

Una sentenza attesa dopo che anche il procuratore generale Francesco Salzano aveva chiesto la prescrizione. I fatti contestati risalgono al 2005, precisamente al 31 dicembre quando sul quotidiano ‘Il Giornale’ venne pubblicata un’intercettazione, coperta da segreto, della telefonata tra l’allora segretario dei Ds Piero Fassino e Giovanni Consorte, all’epoca presidente di Unipol.  E’ la famosa telefonata in cui Fassino dice a Consorte “Allora abbiamo una banca”. Si era nel pieno del tentativo di scalata da parte di Unipol a Bnl.

Confermato dalla Suprema Corte anche il risarcimento di 80.000 euro in favore di Piero Fassino, attuale sindaco di Torino e parte lesa in questo processo. Con questo verdetto la VI sezione Penale della Cassazione ha confermato la decisione con la quale la Corte di Appello di Milano, il 31 marzo del 2014, aveva dichiarato il ‘non luogo a procedere’ per intervenuta prescrizione” nei confronti di Silvio e Paolo Berlusconi. In primo grado, il 7 marzo 2013, l’ex premier era stato condannato ad un anno di reclusione, il fratello Paolo a tre anni e tre mesi.