Profanata tomba di Totò. La figlia Liliana, “Napoli ci ha traditi”

di Viola Contursi
Pubblicato il 1 giugno 2009 13:35 | Ultimo aggiornamento: 1 giugno 2009 13:35

Signori si nasce, non si diventa” diceva Totò. Un motto che evidentemente è sfuggito a chi ha profanato e deturpato la tomba del Principe De Curtis, nel cimitero Del Pianto a Napoli, rubando nella notte anche lo “stemma nobiliare” che Totò aveva costruito nel 1950 con le sue stesse mani e che era esposto davanti la cappella funebre. Forse era proprio come diceva lui in una celebre poesia, “la morte è come una livella”.

Un gesto vile di chi non ha rispetto per niente e nessuno, neppure per quello che è sempre stato il simbolo incontrastato di un’intera città, il “Principe della risata“, “il Principe di Napoli“, davanti alla tomba del quale, dal giorno della sua mort il 15 aprile del ’67 c’era un continuo via vai di gente in pellegrinaggio e che a Totò chiedeva anche miracoli. Proprio come lui faceva in molti suoi indimenticabili film rivolgendosi a Sant’Antonio, chiedendogli qualsiasi tipo di grazia, non ultima di apparirgli in sonno per suggerirgli i numeri del Lotto.

E alla notizia del gesto infame si è alzata una vera e propria protesta. Per prima la figlia di Totò, Liliana De Curtis, avvertita in Sud Africa, amareggiata perchè “Napoli mi ha sconvolto, è come se la città ci avesse traditi”, ha definito quello che è successo un fatto “allucinante”. Si è detta speranzoaa che i vandali si pentano, che riportino indietro lo stemma nobiliare altrimenti sta seriaamente pensando di chiudere al pubblico la cappella.

Una ferita ancora più grave per il popolo di Napoli che in Totò ha sempre visto l’anima della propria città, il simbolo del riscatto, della possibilità per tutti di essere “nobili” nel senso più alto del termine, nobili nell’animo e non per discendenza. La chiusura di quel luogo di pellegrinaggio e culto sarebbe un colpo troppo duro per la città. È per questo che su Facebook è nato un gruppo con il quale gli internauti si uniscono all’urlo di dolore di Liliana De Curtis e chiedono ai vandali l’immediata restituzione dello stemma.

* Scuola Superiore Giornalismo Luiss