Il professore di Avola, picchiato dai genitori dell’alunno: “Penso di mollare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 gennaio 2018 14:00 | Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2018 14:00
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L’Istituto Vittorini ad Avola (Siracusa)

SIRACUSA – Una costola rotta e qualche livido. Questo è quanto resta al professore di educazione fisica, aggredito nel cortile della scuola media Vittorini ad Avola, in provincia di Siracusa, dai genitori di un alunno che aveva ripreso.

“Sono tentato di non tornare più a scuola, di mollare, di dichiarare finita la mia carriera. Non esiste disciplina, non c’è più educazione”, ha dichiarato il docente al Corriere della Sera. “Noi professori, ormai considerati un numero dall’amministrazione, non riusciamo più a governare ragazzi che, appena richiamati, rispondono con un ‘vaffa’, si alzano ed escono senza chiedere permesso, strafottenti davanti alle note sul registro…”.

Il professore ha dichiarato di non aver tirato un libro contro l’alunno. È lo stesso docente, 60enne, a raccontare l’episodio. “Ho invitato il ragazzo a chiudere una finestra prima di andare in palestra per gli esercizi. E lui mi ha mandato a quel paese, senza chiuderla. Ho insistito alzando la voce. La risposta è stata un lancio di un libro. Un lancio contro di me. Il libro è finito per terra. L’ho preso e appoggiato su un banco. Ho rimproverato ancora quell’insolente che ha afferrato il telefonino. Mezz’ora dopo sono arrivati il padre e la madre…”.

I genitori del ragazzo che hanno aggredito il professore, sono stati denunciati per lesioni personali e interruzione di pubblico servizio. Ma la versione dei fatti fornita dalla madre del ragazzo è diversa: “È stato mio figlio a subire il lancio del libro. Quel libro lo ha colpito e per questo mi ha telefonato…”.