“Pronto, 118?” Occupato. Erano gli impiegati che si ricaricavano le schede

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Marzo 2015 10:12 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2015 10:13
"Pronto, 118?" Occupato. Erano gli impiegati che si ricaricavano le schede

“Pronto, 118?” Occupato. Erano gli impiegati che si ricaricavano le schede

ROMA – Chiamare il 118 perché si ha bisogno di un’ambulanza e trovare occupato, sempre occupato. Non perché ci siano poche linee, ma perché gli stessi impiegati dell’Emergenza sanitaria si chiamano a vicenda per ricaricarsi le schede telefoniche. 

Sette dipendenti dell’Ares (Azienda regionale emergenza sanitaria) rischiano ora di finire a processo con l’accusa di peculato dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero, ci informa Giulio De Santis sul Corriere della Sera

La vicenda è stata scoperta nell’inverno del 2011, quando all’improvviso le bollette dell’Ares sono aumentate senza motivo. Dalle indagini dei tabulati è venuto fuori che i sette dipendenti chiamavano se stessi, la moglie o la compagna. Ed è emerso che proprio in quel periodo quei lavoratori avevano scelto una tariffa telefonica che prevedeva l’accredito di soldi sul conto quando si ricevevano chiamate.

Qualcuno di loro, scrive De Santis sul Corriere della Sera, sarebbe riuscito a farsi accreditare 896 euro, altri cifre fra i sessanta e i duecentossessanta euro. Alcuni hanno già pagato le sanzioni decise dalla Corte dei Conti. Ora è da vedere se ci saranno anche dei rinvii a giudizio.