Allarme dei medici d’urgenza: “Pronto soccorso presi d’assalto da persone con sintomi da coronavirus”

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Ottobre 2020 15:24 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2020 17:07
Napoli, ambulanze abusive: il nuovo business da 1000 euro a corsa

Napoli, ambulanze abusive: il nuovo business da 1000 euro a corsa (Foto archivio Ansa)

Allarme dei medici d’urgenza: “Pronto soccorso presi d’assalto da persone con sintomi da coronavirus. Situazione drammatica”

“La situazione nei pronto soccorso è drammatica, con fortissime criticità in tutte le Regioni: in questi giorni sono presi d’assalto da pazienti con sintomi da coronavirus e ci sono file di ambulanze in attesa”. E’ l’allarme lanciato dal presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Salvatore Manca.

I reparti Covid, spiega Manca, “sono pieni ed i pronto soccorso stanno diventando un ‘parcheggio’ per questi pazienti anche per 3-5 giorni. Stiamo assistendo tutti ma mancano medici e infermieri. Non ce la facciamo più a reggere”. 

Ieri lo stesso allarme era stato lanciato dal coordinatore delle rianimazioni e dei pronto soccorso della Liguria, Angelo Gratarola: “Da inizio settimana abbiamo visto un crescendo imponente di passaggi ai pronto soccorso genovesi. Abbiamo sia pazienti con coronavirus sia no Covid con sintomi influenzali, il sistema va in tilt perché questi ultimi dovrebbero rimanere a casa”. 

Bassetti: “Gente terrorizzata, ospedali in tilt”

“Si è verificato esattamente quello che pensavo. La gente è terrorizzata e per la paura corre in ospedale, anche quando non ce ne sarebbe la necessità”. Lo scrive sulla pagina facebook l’infettivologo del San Martino di Genova Matteo Bassetti commentando quanto sta avvenendo negli ospedali genovesi in queste ore.

Non ci sono protocolli per la gestione domiciliare. “Non ci sono criteri nazionali condivisi per chi ricoverare. Risultato? I nostri ospedali e i nostri pronto soccorso sono alla stremo perché si mischiano i casi di chi ha veramente bisogno dell’Ospedale con quelli che potrebbero essere seguiti a casa. Ci sono casi gravi e impegnativi, ma rispetto a marzo sono la minoranza. Speriamo che qualcuno mi ascolti”. (Fonte: Ansa)