Prostituta uccisa in casa: strangolata e trucidata da un cliente

Pubblicato il 15 Febbraio 2010 12:57 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2010 12:58

Proseguono senza sosta le indagini dei carabinieri sull’omicidio di Santina Rizzo, la 63enne assassinata nel suo appartamentino in via Mercato Boario, Noceva Superiore. La loro attenzione si sta concentrando soprattutto sulla vita di “Sandra”, piuttosto che su quella tranquilla e riservata di Santina, madre di due figli in età adulta. Perché la donna, infatti, per guadagnarsi da vivere accoglieva i clienti alla ricerca di sesso in quel piccolo appartamentino, al civico 4, proprio di fronte al Parco Archeologico.

Tutti i suoi frequentatori la conoscevano con il nome d’arte, “Sandra”. Era come se avesse voluto scindere la sua vita in due momenti completamente differenti. Lasciando intendere che le ore trascorse nell’alcova di Nocera Superiore, non avevano nulla a che vedere con la tranquilla esistenza che trascorreva insieme ai familiari in un’abitazione di Nocera Inferiore.

Nonostante i suoi 63 anni, riusciva ancora a gestire questo complicato sistema di vita. Fino a sabato sera, quando un killer non le ha lasciato via di scampo. E intanto, arrivano le prime novità in merito alla ricostruzione della scena del crimine. Sulla base dei nuovi elementi acquisiti dalla squadra scientifica, coordinata dal capitano Gianpaolo Scafarto, appare praticamente certo che la donna conoscesse l’assassino, tant’è vero che gli ha spalancato la porta.

Una volta in camera da letto la donna si è spogliata, rimanendo con la maglia intima, ed altrettanto dovrebbe aver fatto l’uomo. Poi, qualcosa ha innescato il raptus di rabbia che ha convinto l’assassino prima a strangolare la donna e poi ad infilare due paia di forbici nella bocca e nelle parti intime. Senza produrre vistose ferite, con l’intento forse di non sfigurare il cadavere.

Ad avvisare le forze dell’ordine è stato un nipote, giunto intorno alle 20 di sabato a casa della vittima. Nonostante il repentino intervento degli operatori del 118, a bordo di un’ambulanza della Croce Azzurra, non c’è stato nulla da fare. Di sicuro il decesso non doveva risalire a molto tempo prima, visto che la donna, all’a rrivo degli inquirenti aveva ancora il volto arrossato, tipico di chi è rimasto vittima di uno strangolamento.

Qualcuno avrebbe visto allontanarsi dal luogo del delitto una vettura di colore bianco. Tuttavia, in assenza di un impianto di videosorveglianza, sarà molto difficile riuscire a risalire all’i dentità del conducente. Che poteva essere solo un cliente che, dopo aver consumato il terribile delitto, ha preferito allontanarsi facendo perdere le sue tracce