Protesta Pontassieve, forze dell’ordine schierate mentre…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Dicembre 2015 11:01 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2015 11:04

PONTASSIEVE (FIRENZE) – Numerosi agenti di polizia hanno tenuto un presidio di protesta, promosso dai sindacati di polizia Sap, Coisp e Consap, a Pontassieve, il paese di Matteo Renzi. La manifestazione si è svolta il 3 dicembre, ma su internet si continua a parlarne.

Scopo della manifestazione era portare proprio sotto le finestre del primo ministro Renzi la protesta delle Forze dell’Ordine contro le scelte e gli stanziamenti del governo in materia di sicurezza. Erano presenti numerosi operatori della Polizia di Stato,  provenienti da varie parti d’Italia, radunati in piazza Mosca con bandiere e striscioni e anche sagome di cartone raffiguranti agenti in divisa con un pugnale nella schiena e la scritta: “Ci hanno pugnalato alle spalle“. Presente anche una delegazione del Conapo, sindacato autonomo dei vigili del fuoco.

Piazza Mosca è a un chilometro da casa di Matteo Renzi. In origine la manifestazione doveva tenersi in piazza Vittorio Emanuele, a breve distanza dalla casa di Renzi, ma il questore Raffaele Micillo ha disposto di trasferire la manifestazione nella più periferica piazza Mosca.

A fronteggiarli c’era un nutrito schieramento di Polizia e Carabinieri, cosa che ha fatto notare dal sito Sostenitori:

“Ci sono i NO-GLOBAL, i NO-TAV, i NO-TUTTO, che possono andare dappertutto e distruggere tutto. Mentre per i poliziotti…Nella manifestazione di Pontassieve, davanti alla residenza del premier Renzi del 3 dicembre indetta dai sindacati autonomi  di polizia,  Sap, Coisp, Consap, Sappe, Sapaf e Conapo, sono stati impiegati, per il servizio di ordine pubblico, 100/150 uomini tra poliziotti e carabinieri. Visto il momento, un numero così ingente di uomini in divisa  poteva essere impiegato per servizi di sicurezza molto più utili ai cittadini”.

Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato e sempre molto attento e sensibile ai problemi delle Forze dell’Ordine, ha commentato così la Legge di Stabilità:

“Il governo Renzi cancella l’impegno di ripristinare al 100 per cento il turnover delle forze di polizia nel 2016. E si annuncia un rimpiazzo solo al 40 per cento nella legge di stabilità. In questo modo gli organici di polizia e carabinieri diminuiranno in maniera preoccupante”

Occorre, sostiene Maurizio Gasparri

“un chiarimento immediato visto che la legge di stabilità continua a navigare tra annunci e proclami senza che abbia preso corpo un testo ufficiale.

Per le forze di polizia bisogna subito stanziare adeguate risorse per il rinnovo dei contratti che langue e per il quale gli stanziamenti previsti sono irrisori, meno di 10 euro netti a persona al mese. Il taglio agli organici delle forze di polizia rappresenta una scelta gravissima e provocatoria”.

Il segretario generale del Sap, Gianni Tonelli, ha detto, come ha scritto la Nazione di Firenze:

“Siamo qui a Pontassieve tirati per i capelli. Cerchiamo un canale di dialogo con il governo. Ci aspettiamo una convocazione perché vorremmo spiegare al premier Renzi che possiamo razionalizzare in modo migliore» le risorse per le forze di polizia.

Gianni Tonelli ha detto anche che “è necessario parlare con Renzi perché è lui che prende le decisioni” nel governo. Sulle recenti misure decise da Palazzo Chigi, Tonelli ha detto che “serve una logica”. In particolare, sugli 80 euro che andranno ai poliziotti, ha detto:

“Se la logica degli 80 euro era di andare incontro alle famiglie più in difficoltà, allora andava inserito il quoziente familiare”.

E ancora:

“Noi abbiamo fatto una proposta per formare, con soli sei milioni di euro l’anno, gli operatori di polizia alle tecniche di ingaggio con i terroristi, come il tiro dinamico, perché non abbiamo mai sparato con tiro in movimento oppure per esempio per avere nozioni Nbc, per le emergenze di carattere biologico o chimico. Rispetto allo stanziamento di 50 milioni stabilito dal Governo, per la polizia ci saranno 15 milioni di questi. Ma quando avremmo comprato diecimila giubbotti antiproiettile e un caricatore in più per ogni operatore, quei 15 milioni saranno già esauriti”.

Lo stesso Tonelli ha criticato la “ipocrisia” del Governo.

“Dire che non ci sono stati tagli alla sicurezza è una bugia. Il Governo ha detto che c’è un arruolamento per 2.500 agenti, ma 5.000 sono andati in pensione. Quindi ne abbiamo persi 2.500, e non guadagnati come viene detto”.

Il segretario generale del sindacato autonomo di polizia Consap, Giorgio Innocenzi, ha detto che la manifestazione di Pontassieve

“non è una provocazione ma semplicemente l’estremo tentativo per dialogare con il presidente del Consiglio. Dovevamo essere ricevuti per legge a Palazzo Chigi e non siamo stati ricevuti. Dovevamo confrontarci con il governo, e non è stato possibile. Stiamo chiedendo da tempo di essere ricevuti. Vogliamo parlare, vogliamo dialogare. Questa manifestazione non va intesa come provocazione ma come tentativo di avere un dialogo con il governo per raggiungere le migliori condizioni possibili per la sicurezza, nell’interesse nostro ma soprattutto dei cittadini”.

Cosa chiedono i sindacati di Polizia al Governo? Giorgio Innocenzi ha chiesto

1. trattamento dignitoso per gli appartenenti alle Forze di Polizia,

2. un investimento reale e concreto per l’equipaggiamento, per essere in grado di contrastare effettivamente il terrorismo e la criminalità”.

Un comunicato del Sap di Novara ricorda la presenza alla manifestazione sotto casa di Renzi

“C’era anche il Sap di Novara, giovedì 3 dicembre,

“Lo scopo – ha commentato il segretario provinciale del Sap di Novara Michele Frisia – era quello di esternare con forza la nostra contrarietà verso le recenti scelte politiche che hanno seguito i tragici eventi di Parigi. La sicurezza non si ottiene con gli spot, come quello della promessa di nuovi 80 euro destinati agli operatori della sicurezza, ma con interventi professionali e strutturati”.

Secondo il Sap, infatti, “servono investimenti sull’equipaggiamento ormai logoro, e sulla crescita e formazione del personale: gli agenti che ogni giorno rischiano in prima persona (6mila feriti fra le forze dell’ordine in un solo anno) sono la vera risorsa della polizia. E anche sul piano economico, il Sap non può accontentarsi di una ‘paghetta’ dal Governo, quando la Corte Costituzionale ha decretato senza mezzi termini che i contratti di lavoro vanno rinnovati, che non si può continuare con quelli scaduti ben sei anni fa”.

“Il sistema sicurezza – ha sottolineato ancora Frisia – è in difficoltà per via delle scelte sbagliate degli ultimi dieci anni, per via del continuo rincorrersi delle ‘emergenze’ trattate come fuochi di paglia e per via dei tagli indiscriminati. Prendiamo la Questura di Novara ad esempio: il personale è sempre meno e sempre più anziano; le risorse sono contingentate, a cominciare dalle più banali, come la carta per stampare gli atti di polizia; le auto, cariche di chilometri, sono quasi tutte diesel e di piccola cilindrata, anche per i servizi più delicati dove servirebbero vetture ben più potenti. Senza dimenticare le enormi difficoltà che si riscontrano ogni volta per reperire i fondi per aggiustare quello che si rompe, dagli ascensori al riscaldamento”.

“A Firenze il Sap si è però reso conto anche di qualcos’altro – ha aggiunto Frisia -. Per tre volte la sede autorizzata per la nostra manifestazione è stata spostata d’imperio dalla Questura, fino a relegarci all’estrema periferia di Pontassieve impedendoci di posizionarci davanti alla casa di Renzi. Inoltre è stato predisposto un imponente servizio d’ordine: decine e decine di poliziotti e carabinieri, per vigilare su cosa? Sui loro stessi colleghi?”.

(Foto Ansa)