Protezione Civile ancora alla Maddalena: si occupa di incendi, non più di regate

Pubblicato il 24 Maggio 2010 12:34 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2011 14:08

Vela

La Protezione Civile è ancora in ballo per il Louis Vuitton Trophy, e sta lavorando alla Maddalena come “struttura tecnica di supporto”. Dopo le polemiche degli ultimi giorni, quando alla gara velistica è stata revocata la procedura d’urgenza, l’organismo guidato da Guido Bertolaso è ancora sull’isola sarda e sta svolgendo un’opera di “supervisione” dei lavori.

Non sono però ben chiari, come hanno spiegato Paolo Berizzi e Marco Mensurati su Repubblica, quali siano questi “lavori” che gli uomini della Protezione Civile (in tutto sono 14) starebbero eseguendo per la manifestazione. Alcuni dicono che stiano allestendo il piano anti incendio, sebbene questo rientri tra i compiti dei vigili del fuoco. Secondo altre “voci”, come riporta l’articolo pubblicato su Repubblica, i funzionari sarebbero stati inviati per “mettere a disposizione il proprio konw-how in materia di grandi eventi”.

Tra i presenti alla Maddalena c’è, ricordano Berizzi e Mensurati, Pierfrancesco Marini, cognato di Bertolaso, più volte coinvolto in interventi che riguardano la Sardegna, ed in particolare proprio La Maddalena. Era lui che doveva occuparsi dei lavori di bonifica da amianto e idrocarburi dell’ex Arsenale, che doveva ospitare il vertice del G8 dello scorso anno. Il summit dei “potenti” della Terra alla fine non si tenne più in Sardegna ma all’Aquila.

Sempre in Sardegna, però, Piermarini avrebbe, secondo quanto riportato dai due giornalisti di Repubblica, anche interessi “privati”: infatti in un territorio di sua proprietà, in località Padule, sta facendo costruire un edificio con sei appartamenti. E la ditta che si sta occupando dei lavori è la Cet, la stessa che si era aggiudicata diversi appalti nell’ex Arsenale in vista del G8.

La Protezione Civile doveva occuparsi del Louis Vuitton Trophy come “unità di struttura di missione”. Poi la Corte dei Conti ha sentenziato che non esistevano i presupposti per la definire la manifestazione “un’emergenza” e ha quindi “delegato” la gestione della regata alla Regione Sardegna. Ma la Protezione Civile non ha perso tempo e ha cambiato la propria definizione per restare sull’isola: non più “unità di struttura in missione” ma “struttura tecnica di supporto”.