Corleone: traffico bloccato, lutto cittadino e presenze di spicco per i funerali del fratello del boss Provenzano

Pubblicato il 13 Dicembre 2010 13:39 | Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2010 13:39

Bernardo Provenzano

Alcuni commercianti del centro abbassano le saracinesche mentre passa il lungo corteo funebre che accompagna il feretro di Simone Provenzano, fratello del capo di Cosa nostra, Bernardo. Monsignor Vincenzo Pizzitola è davanti a tutti e continua a recitare al microfono Ave Maria e Padre Nostro. I vigili urbani bloccano il traffico. Un giovane turista arrivato dalla Turchia con la sua fidanzata calabrese scatta fotografie: “Sono venuto a Corleone perché adoro il film del Padrino”, spiega e osserva incuriosito il corteo che blocca il centro città, dal Municipio fino alla piazza Falcone e Borsellino. “Ma Bernardo Provenzano è in carcere?”, domanda. Qualcuno gli spiega che l’uomo nella bara era “senza alcun dubbio una persona perbene”.

Lo dice anche monsignor Pizzitola durante la messa a San Domenico, in una chiesa strapiena. Saranno circa 250 persone ad assistere al funerale con la messa cantata. In prima fila, c’è l’altro fratello Provenzano, Salvatore. C’è anche una sorella. Qualche banco più indietro, i figli di Bernardo, Angelo e Francesco Paolo, con la madre Benedetta Saveria. Poi, tantissimi parenti e amici. Nessuno di casa Riina.

Per davvero Simone Provenzano non ha mai avuto alcun guaio con la giustizia. Solo nel 1963 era stato arrestato, durante la faida fra Liggiani e Navarriani. Ma poi fu assolto dall’accusa di tentato omicidio e si trasferì in Germania, dove è rimasto trent’anni a lavorare in una fabbrica di metalli. Dal 2005, Simone Provenzano era un tranquillo pensionato come tanti a Corleone. Viveva con il fratello Salvatore. C’è anche il sindaco che dice: “E’ solo tradizione”.