“Non di solo pane vive l’uomo”. La pubblicità del sito di Escort che fa infuriare i cattolici

di Daniela Lauria
Pubblicato il 30 Giugno 2019 9:20 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2019 9:20
"Non di solo pane vive l'uomo". La pubblicità del sito di Escort che fa infuriare i cattolici

“Non di solo pane vive l’uomo”. La pubblicità del sito di Escort che fa infuriare i cattolici

ROMA – “Non di solo pane vive l’uomo”. Recita così una campagna pubblicitaria che ha fatto infuriare il mondo cattolico. La si può ammirare sui camion vela che circolano da giorni per le strade di Roma e a Milano. A idearla è stato il portale Escort Advisor, il più importante sito italiano del settore. Va da sé che le parole del Vangelo utilizzate, seppur con ironia, in un simile contesto hanno creato non pochi imbarazzi tra i cattolici.

Anche l’immagine scelta non aiuta a tollerare il sarcasmo: una ragazza, attraente, che tiene un mano una sorta di sfilatino ripieno. L’allusione, insomma, è facile da intuire. La risposta della Cei, come riporta il Messaggero non si è fatta attendere: “Sono scelte inopportune e offensive, le proteste non si fermeranno finché quei camion non saranno tolti dalle strade. Ci sono bambini che possono vedere quei manifesti, oltretutto offensivi delle parole di Gesù”. 

Ma i gestori del sito sono piuttosto convinti delle loro azioni. E ribadiscono che l’obiettivo della pubblicità, la prima per un servizio del genere a circolare per le strade dei due capoluoghi più importanti d’Italia, era semplicemente quello di “sdoganare un argomento considerato da sempre scandaloso ma anche sensibilizzare sulla sicurezza che le recensioni garantiscono a tutti, utenti e sex workers”. Sul sito è infatti possibile “votare” e “recensire” le ragazze che forniscono questo tipo di prestazione.  

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La piattaforma, che genera più di 2 milioni di contatti al mese, ha deciso quindi di uscire allo scoperto con una comunicazione mirata e, dal punto di vista testuale, molto aggressiva. Sette giorni, lo spot su 4 ruote chiude i battenti oggi domenica 30 giugno, per provare a rompere un tabù. Una modalità però che non è piaciuta a tutti e che ha spaccato a metà anche i commenti sul web. (Fonte: Agi, Facebook, Messaggero)