“I Matarrese potevano costruire Punta Perotti”: risarcimento record di 49 mln

Pubblicato il 4 ottobre 2012 17:00 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2012 17:49
Punta Perotti

Punta Perotti (Foto Lapresse)

BARI – Lo Stato italiano dovrà dare 49 milioni di euro alle tre società che avevano costruito Punta Perotti, “l’ecomostro” di tre edifici da tredici piani ciascuno sul lungomare di Bari. Si tratta del risarcimento più alto dello Stato ad imprenditori privati.

A decidere che lo Stato dovrà ripagare la Sud Fondi dei Matarrese, la Iema di Quistelli e la Mabar del gruppo Andidero è stata la Grande Camera di Strasburgo, che ha respinto il ricorso del governo italiano contro la sentenza di primo grado della Corte europea dei diritti dell’uomo contro la condanna al versamento dei 49 milioni.

Tutto questo perché l’ecomostro venne fatto abbattere dall’allora sindaco Michele Emiliano, che aveva avuto l’avallo della magistratura italiana. Solo che gli edifici erano stati fatti costruire nel rispetto delle normative europee. E difatti già nel gennaio del 2009, tre anni dopo l’abbattimento dell’ecomostro, i giudici europei avevano stabilito che la confisca di Punta Perotti era stata illegittima e che aveva violato il diritto alla proprietà delle tre imprese.

Il risarcimento sarebbe dovuto per i danni materiali seguiti alla confisca dei terreni delle tre aziende, nel frattempo destinati a parco pubblico, né potranno recuperare gli immobili confiscati perché sono stati abbattuti.

Molto soddisfatti gli avvocati dei Matarrese: ”E’ stata sanzionata la condotta illegittima della magistratura e dello Stato italiano che hanno confiscato ed abbattuto gli immobili”,  ha detto Domenico Di Terlizzi. ”Finalmente- dice il legale – una battaglia che va avanti da decenni ha avuto la risposta che ci aspettavamo”.