Qualità della vita, classifica province: Trento prima, Crotone ultima

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 dicembre 2013 15:53 | Ultimo aggiornamento: 29 dicembre 2013 15:53
Qualità della vita, classifica province: Trento prima, Crotone ultima

Panorama di Trento (foto Wikipedia)

ROMA – La provincia italiana dove si vive meglio è Trento, quella dove si vive peggio è Crotone. La classifica è stata stilata dall’Università La Sapienza per Italia Oggi Sette

Dopo Trento, ci sono Bolzano, Aosta, Cuneo, Belluno, Siena, Parma, Pordenone, Verona e Treviso. Lo studio evidenzia anche un marcato miglioramento delle regioni del Centro e, contestualmente, un ulteriore arretramento del Sud e Isole. L’ultimo posto della graduatoria è infatti occupato da Crotone, preceduta da Enna, Vibo Valentia, Carbonia-Iglesias, Trapani, Napoli, Catania, Medio Campidano, Cosenza e Foggia.

La fotografia scattata dai ricercatori dell’ateneo romano – che hanno monitorato 9 dimensioni particolari: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita – mostra in sostanza un’Italia a due velocità, anche se non mancano le eccezioni, come la neo-provincia Barletta-Andria-Trani (83/a), ‘migliore tra le peggiori’, che riesce a primeggiare in una sezione particolare come quella del ‘disagio sociale’, essendo in quest’area meno avvertito rispetto a tutte le altre.

L’analisi 2013 sulla qualità della vita mostra dunque, rispetto al recente passato, un netto miglioramento nel Nord-Ovest e nell’Italia Centrale. Ma in sostanza i territori che escono meglio dallo studio (‘buona’, per un totale di 29) sono quelli del Nord-Est, con gran parte delle Marche, di una fetta minore della Toscana e del Piemonte. Risulta invece ‘accettabile’ (30 in tutto) nella maggior parte del Piemonte, dell’Emilia Romagna, della Toscana, Umbria e Marche.

Tra le 51 che nell’insieme incassano una valutazione ‘scarsa’ (23) e ‘insufficiente’ (28) figurano 3 province del del Nord-Ovest, una del Nord-Est, 7 dell’Italia Centrale e ben 40 su 41 dell’Italia meridionale e insulare.

Tornando alla primatista Trento, i ricercatori sottolineano che questa provincia ha confermato in termini di qualità di vita il percorso iniziato 4 anni fa. Ma non è tutto: questa parte d’Italia è dal 1999 stabilmente nel gruppo di eccellenza senza aver mai perso posizioni, andando a occupare il gradino più alto nel 2002 e il secondo nel 2000, nel 2003, 2006, 2007, 2008 e 2010. E quest’anno è riuscita a svettare in 6 dimensioni su 9: affari e lavoro, ambiente, criminalità, popolazione, servizi finanziari e scolastici e tempo libero.

L’ultimo posto di Crotone è invece paradigmatico delle province del Sud, con esiti negativi su affari e lavoro, ambiente, servizi finanziari e scolastici, tempo libero e tenore di vita. Un elemento in decisa controtendenza è quello emerso dai dati relativi alle province dei grandi centri urbani, dove si è registrato un andamento tendente al peggioramento.

Con l’esclusione, avvertono gli autori del report, della provincia di Milano, che guadagna 2 posizioni rispetto al 2012 e 12 dal 2010, attestandosi in 37/a posizione. Meno brillante Torino, che cede 3 posizioni e si porta al 49/o posto della classifica generale, in affanno le province di Roma, che perdono 2 posizioni (andando ad occupare la 64/a posizione), e Napoli, stabile su posizioni di coda (105).

La buona prova della provincia di Milano, ma anche di gran parte di quelle lombarde, è confermata dal primo posto conseguito nel capitolo ‘tenore di vita’, seguita a ruota da quelle di Monza e Brianza e da Varese. Lo studio segnala inoltre che la provincia di Milano non è nuova alle posizioni di alta classifica visto che l’anno scorso ha occupato in questo segmento la seconda piazza.

Male invece Venezia (88/a). Altra novità di quest’anno è quella di Cuneo, la cui provincia va ad occupare la quinta posizione, dopo Aosta, precedendo Vercelli, Trieste, Belluno, Modena e Mantova. Il quadro complessivo evidenzia nelle prime 30 posizioni – contro le 20 del 2012 e le 23 del 2011, segnale di un miglioramento della situazione economica – soltanto province dell’Italia del Nord, di cui 15 nel Nordovest: 4 in Piemonte, altrettante in Friuli Venezia Giulia e in tutte le province dell’Emilia Romagna, con le eccezioni di Bologna e Rimini.

Altra voce analizzata, infine, è quella della salute, capitolo che vede ancora primeggiare, dopo il 2012, la provincia di Pisa, seguita da Milano – grazie a un colpo di reni che la fa risalire dall’11/a piazza in cui era affondata del 2012 – Isernia, Siena e Roma, che con il quinto posto recupera 3 posizioni..