Quartiere luci rosse a Napoli: polemica tra de Magistris e il cardinale Sepe

Pubblicato il 26 agosto 2012 11:58 | Ultimo aggiornamento: 26 agosto 2012 11:58

Luigi de Magistris (Lapresse)

NAPOLI – Un tema “a effetto per occupare spazi nei giornali e nelle televisioni”. Così il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ha definito la proposta del sindaco Luigi de Magistris sulla possibile realizzazione in città di quartieri a luci rosse per mettere un freno al fenomeno della prostituzione.

Sepe, durante l’omelia in occasione delle celebrazioni di Santa Patrizia, ha avuto parole dure sull’argomento. “Capisco – ha detto Sepe – che non essendoci idee e proposte concrete rispetto ad argomenti seri e di interesse generale, si ricorre a temi a effetto come è avvenuto con l’ipotesi di realizzare case a luci rosse e un parco dell’amore”. Un tema che, secondo il cardinale, non costituisce una priorità per la città e i cittadini.

“Mi domando – ha aggiunto – è questo il principale e ultimo problema da risolvere a Napoli? O forse si vuole offrire un diversivo e una distrazione alle migliaia di giovani che non vedono alcuno spazio e che sono costretti a considerare il lavoro un miraggio?”.”Tenere gli occhi bene aperti” rispetto a una realtà “complessa e difficile che merita un’altra attenzione”. E’ questo il monito del cardinale che ha espresso la propria “ferma avversione” all’ipotesi.

Quindi la replica del sindaco de Magistris, affidata ad un lungo comunicato. Si dice “ferito e dispiaciuto per l’attacco politico verso l’amministrazione, un vero e proprio affondo, mentre mi aspettavo una discussione sul tema”. Ricorda le attività della giunta comunale in favore dei più deboli.

Scrive: “Lei Cardinale dice che l’amministrazione vuole tornare alle case chiuse? Giammai Cardinale! Ma dove lo ha letto?”. Quindi un velenoso riferimento all’inchiesta di Perugia in cui è rimasto coinvolto Sepe, indagato, quando era al vertice della Congregazione Propaganda Fide, tra il 2001 e il 2006: “Lei che si è occupato di ben altre case quando era a Roma, sa bene che noi vogliamo case aperte, trasparenti”.