Quartu Sant’Elena, Gianluca Congera scomparso: sue le membra impiccate al traliccio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 febbraio 2019 13:09 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2019 13:30

Quartu Sant’Elena, Gianluca Congera scomparso: è suo lo scheletro impiccato al traliccio

CAGLIARI – I resti di un corpo impiccato a un traliccio e in avanzato stato di decomposizione è stato trovato il 25 febbraio a Quartu Sant’Elena da alcuni operai. Subito si è pensato ai resti di Gianluca Congera, 50enne della città scomparso dal 16 marzo 2018, un pensiero alimentato dal figlio, che aveva riconosciuto come del padre le chiavi di casa rinvenute vicino ai resti. Poi anche gli altri familiari hanno riconosciuto quelle chiavi e il presentimento è diventato certezza. Quel corpo è di Congera, che probabilmente si è tolto la vita, ma per l’ufficialità delle cause del decesso sarà necessario attendere l’esito della perizia.

Come riportato dall’Ansa, il ritrovamento dei resti umani è avvenuto nella tarda mattinata di lunedì, quando un gruppo di operai si è avvicinato al traliccio e ha notato le ossa in parte appese e in parte a terra. Dopo la segnalazione, sul posto sono arrivati gli agenti di polizia, la scientifica, il magistrato di turno e il medico legale, che ha stabilito come i resti fossero in quel luogo da mesi, o addirittura anni. Le autorità hanno così ipotizzato che quel corpo fosse di Congera, scomparso dal 16 marzo 2018 dalla sua casa. 

La Procura di Cagliari dopo la scomparsa aveva ipotizzato un suicidio, poi aveva aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio a seguito di un esposto dei familiari. L’ipotesi di una morte violenta è stata poi esclusa e il caso è stato classificato dai giudici come un suicidio, anche se il corpo non era stato trovato. Le autorità hanno convocato i parenti di Congera, assistiti dall’avvocato Gianfranco Piscitelli dell’assocazione Penelope, per il riconoscimento ufficiale. Il figlio ha riconosciuto le chiavi di casa della madre di Congera.

Stando a quanto riferito dall’Ansa, la famiglia non sembra intenzionata a nominare un perito di parte, come confermato dal legale Gianfranco Piscitelli dell’associazione Penelope, mentre il pm ha conferito l’incarico al medico legale per gli accertamenti sul cranio e sulle ossa ritrovate. La Procura continua a indagare su un possibile suicidio, ma ora si attende la perizia per avere la certezza sulla causa del decesso.

Fonte Ansa