“Quel pene non è il mio”. Imputato assolto: era accusato di aver inviato a una donna mail a sfondo sessuale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 novembre 2018 14:07 | Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2018 14:09
pene tribunale

“Quel pene non è il mio”. Imputato assolto: era accusato di aver inviato a una donna mail a sfondo sessuale

AGRIGENTO – “Scusi, riconosce questo pene come suo?”. Domanda posta dal pm ad un imputato di Porto Empedocle, accusato di molestie via internet ai danni di una donna di Gela.

All’imputato è stata mostrata, in pubblica udienza, la scottante foto, allegata a una delle mail volgari che tra il 2012 e il 2013 avrebbe inviato alla donna, la quale non esitò a denunciare il tutto alla polizia postale.

L’uomo al cospetto della foto, non ha riconosciuto quel pene come proprio, evidenziandone le differenze (dal proprio punto di vista superiori).

Il processo è andato avanti fino all’udienza di ieri mattina, 14 novembre, dinanzi al giudice Giuseppe Sciarrotta, nel corso della quale la pm Margherita Licata ha chiesto la condanna dell’imputato a tre mesi di carcere.

La pm ha evidenziato come non vi fossero dubbi sull’origine di quelle mail volgari che sarebbero partite dal computer e dal router dell’uomo, all’indirizzo di quella donna di Gela. Ovviamente la Licata non è entrata nel merito della foto “disconosciuta” in aula dall’imputato, limitandosi a stigmatizzare le presunte violazioni penali dell’imputato.

L’avvocato difensore è però riuscito a convincere il giudice che, di questi tempi, sia facile hackerare un account e-mail. In sostanza, sebbene la mail provenisse dalla casella dell’imputato e anche il router utilizzato fosse quello dell’uomo, qualcuno avrebbe potuto hackerare gli account dell’uomo e inviare le fotografie alla donna. E così è stato assolto per insufficienza di prove.