Quirinale, morto Loris D’Ambrosio. Napolitano: “Rammarico per insinuazioni”

Pubblicato il 26 luglio 2012 17:57 | Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2012 17:57

ROMA – È morto all’età di 65 anni il consigliere del presidente della Repubblica Loris D’Ambrosio, di recente al centro delle polemiche per le intercettazioni delle sue conversazioni con l’ex ministro Nicola Mancino con riferimento all’inchiesta Stato-mafia. Lo ha annunciato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, nella dichiarazione diffusa dal Quirinale, si è detto profondamente addolorato per la scomparsa del collaboratore e ha espresso “atroce rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato di recente pubblicamente esposto”.

Il capo dello Stato ha definito D’Ambrosio “infaticabile e lealissimo servitore dello Stato democratico, impegnato in prima linea anche al fianco di Giovanni Falcone nel costruire più solide basi di dottrina e normative per la lotta contro la mafia, così come è stato coraggioso combattente della causa della legalità repubblicana contro il terrorismo”. Loris D’Ambrosio sarebbe stato stroncato da un infarto, stando a quanto si apprende in ambienti parlamentari. Il magistrato, che da tempo soffriva di problemi cardiaci, ha accusato un malore intorno alle 15,30 di giovedì.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Annuncio con animo sconvolto e con profondo dolore la repentina scomparsa del dott. Loris D’Ambrosio, prezioso collaboratore mio come già del mio predecessore, che ha per lunghi anni prestato alla Presidenza della Repubblica l’apporto impareggiabile della sua alta cultura giuridica, delle sue molteplici esperienze e competenze di magistrato giunto ai livelli più alti della carriera. Egli è stato infaticabile e lealissimo servitore dello Stato democratico, impegnato in prima linea anche al fianco di Giovanni Falcone nel costruire più solide basi di dottrina e normative per la lotta contro la mafia, così come è stato coraggioso combattente della causa della legalità repubblicana contro il terrorismo”.