Raffaele Sollecito: “Io e Amanda Knox giovani e di buona famiglia, la gente ci invidia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Giugno 2019 15:15 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2019 15:15
Raffaele Sollecito: Invidiano me e Amanda Knox perché giovani e belli

Raffaele Sollecito: “Io e Amanda Knox giovani e di buona famiglia, la gente ci invidia”

ROMA – Raffaele Sollecito intervistato da Rai Radio2 nel programma I Lunatici torna a parlare della sua assoluzione per l’omicidio di Meredith Kercher e del rapporto con Amanda Knox. “Magari invidiano che siamo giovani, belli, con una buona famiglia alle spalle”, ha detto Sollecito commentando la vicenda che ha visto lui e Amanda protagonisti. Il ragazzo ha poi aggiunto: “Siamo innocenti e siamo stati assolti, ma la gente non l’ha capito e gli inquirenti non si sono scusati”.

Intervenuto nella trasmissione I Lunatici condotta da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall’1.30 alle 6.00 del mattino, Sollecito ha commentato il ritorno di Amanda in Italia: “Mi è dispiaciuto molto vederla sofferente dopo il suo intervento. Come era in tribunale, 12 anni fa. Dopo il convegno l’ho chiamata, prima no. Io non sono stato invitato, quindi all’inizio mi sono disinteressato. Non so perché non mi abbiano invitato, non ne ho idea. In un’occasione del genere, in cui si parla di quel caso, mi aspettavo che invitassero tutti i protagonisti, anche me. E’ andata così, amen. Con Amanda non ci sentivamo da un mesetto, mi aveva già annunciato che sarebbe venuta in Italia. Quando ci siamo sentiti dopo il convegno le ho detto che mi è dispiaciuta vederla così sofferente. Ha detto delle cose giuste, sacrosante. L’ho seguita, mi è dispiaciuto non aver partecipato”. 

Poi ha aggiunto: “Io e Amanda siamo stati assolti, siamo innocenti, ma secondo me la gente non l’ha ancora capito.  Dipende da come i media hanno descritto sin dall’inizio la situazione. Io sono stato sempre descritto come il lacchè di Amanda. E soprattutto perché tutto quello che c’è stato dopo l’assoluzione non è stato altro che un clamore mediatico dove anche gli inquirenti non hanno mai chiesto scusa, anzi hanno detto che abbiamo avuto fortuna, quando loro hanno commesso un errore clamoroso, sbattendo in carcere per quattro anni due persone innocenti e rovinandogli la vita”.

Parlando degli inquirenti ha detto: “Gli inquirenti e i pubblici ministeri non hanno mai chiesto scusa, non hanno mai detto di aver sbagliato, continuano a dire di avere sospetti, ma secondo me si dovrebbero vergognare. Quando chi dice che siamo colpevoli fa parte delle istituzioni, si investe di una certa autorità, di cui mediamente l’italiano si fida. Il popolo si è fidato delle autorità. E poi c’è anche secondo me un pizzico di invidia ingiustificabile, dovuta al fatto che magari invidiano che siamo giovani, belli, con una buona famiglia alle spalle”.

Sul suo futuro, spiega, c’è qualche ombra: “Io da ingegnere per fortuna delle opportunità professionali le ho. Solo che dopo quello che mi è successo, se ci sono 100 possibilità, per me diventano 40 o anche meno. Ci sono aziende che mi hanno fatto domanda d’assunzione, mi hanno chiesto di trasferirmi e poi mi hanno rifiutato perché mi hanno detto espressamente che non volevano trovarsi ad affrontare la mediaticità che mi porto dietro”.

Non è mancata una domanda sull’amore: “L’amore? Per me è l’ultimo dei problemi. Quello che più mi fa rabbia e più mi pesa è legato a questioni professionali. In ambito sociale, ci sono ragazze che mi vedono un po’ come il Ted Bundy della situazione. Alcune credono che io sia un personaggio oscuro e sono più attratte da me per questo. Ma alcune, per fortuna. Non tutte”.