Raffaele Sollecito, fuga tragicomica. Ritiro passaporto dopo la “gita” in Austria

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 gennaio 2014 12:57 | Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2014 13:15
Raffaele Sollecito, fuga tragicomica. Ritiro passaporto dopo la "gita" in Austria

Raffaele Sollecito, fuga tragicomica. Ritiro passaporto dopo la “gita” in Austria

ROMA – Raffaele Sollecito, fuga tragicomica. Ritiro passaporto dopo la “gita” in Austria. Chissà se davvero voleva fuggire, Raffaele Sollecito, bloccato vicino al confine, chissà se invece è stato colto da uno di quegli attacchi di panico descritti dal padre che sino al momento del verdetto ne avevano trasfigurato il volto rendendolo “annichilito” (gli avvocati), svuotato, catatonico. Forse è meglio seguire il consiglio del fratello di Meredith, Lyle, e non curarsene: “C’è poco da dire, è stato fermato dalla polizia, non è scappato”.

Ci sarebbe invece parecchio da dire di questa fuga non fuga, molto poco rocambolesca, di certo improvvisata e priva di un piano coerente, con il fuggitivo che prima attraversa il confine e poi ci ripensa. Bisognerebbe anche mettersi nei panni di chi, a meno di colpi di scena ormai praticamente da escludere del tutto, vede avvicinarsi la prospettiva di un quarto di secolo dietro le sbarre. Ed è ancora a piede libero, a parte qualche limitazione burocratica. E’ così per chiunque sia nella posizione di realizzare un concreto pericolo di fuga?

Non è un criminale incallito Raffaele, il delitto di cui sconterà la pena non può mutarne all’improvviso il profilo psicologico di fondo. Come si spiegherebbe altrimenti la “gita” oltre confine? “Ho fatto un giro in Austria. Poi sono rientrato in Italia. Mi sono fermato lì a riposare”. Sta sicuramente meglio la complice Amanda Knox, le cui uniche preoccupazioni di fuga riguardano il depistaggio della folla di fotografi e giornalisti a caccia di una lacrima, di una  dichiarazione.

L’avvocato Maori ha spiegato che Sollecito ha raggiunto la fidanzata in Friuli perché “stressato” dalle sue vicende processuali. “Il nostro assistito – ha ribadito il legale – non ha mai pensato alla fuga e ha consegnato spontaneamente il passaporto. Ora è in attesa che vengano apposti alcuni timbri e completate le pratiche burocratiche”.

Dunque Sollecito (secondo la ricostruzione fornita alle autorità) è partito da Firenze nel pomeriggio di giovedì per raggiungere la fidanzata a Oderzo (Tv), quindi la “gita” in Austria prima de rientro in Italia, a Venzone (Ud), a metà strada fra i confini di Austria e Slovenia. Qui ha trascorso la notte in albergo e d è qui che i carabinieri lo hanno intercettato all’alba di oggi.

Nella camera di consiglio della Corte di Assise d’Appello di Firenze deve esserci stata battaglia, presidente, giudici a latere e giudici popolari sono rimasti chiusi per 12 ore prima del verdetto. Un’attesa snervante per Sollecito e famiglia. Dalle 5 del pomeriggio di ieri avevano chiuso i contatti. E’ in queste ore che devono essere maturati i propositi più avventurosi, o più disperati.

Le segreterie telefoniche sono rimaste accese fino alle 9 di sera: rispondevano in italiano, dunque Raffaele doveva trovarsi ancora in Italia fino a quell’ora. Poi, dalle 9, i cellulari hanno ripreso a squillare, ma a vuoto: li avevano riaccesi perché la pronuncia del verdetto era imminente. Aspettavano notizie, trepidanti. Poco tempo ancora e l’angoscia ha ceduto il passo alla disperazione.