“Ho infettato papà, i nonni e la cuginetta”. Lettera di una ragazza positiva dopo la discoteca

di Alessandro Avico
Pubblicato il 25 Agosto 2020 9:48 | Ultimo aggiornamento: 25 Agosto 2020 9:48
"Ho infettato papà, i nonni e la cuginetta". Lettera di una ragazza positiva dopo la discoteca

“Ho infettato papà, i nonni e la cuginetta”. Lettera di una ragazza positiva dopo la discoteca (Foto Ansa)

“Ho infettato papà, i nonni e la mia cuginetta”. Questo il racconto di una ragazza positiva al coronavirus dopo una serata in discoteca.

Un ragazza positiva dopo la discoteca, 20 anni, ha scritto una lettera al Corriere della Sera per raccontare la sua storia. “Solo mia madre è risultata negativa. Papà, i miei nonni e la mia cuginetta di 12 anni sono tutti positivi. Non me lo perdonerò mai”. Il padre da giorni si trova ormai ricoverato in grave condizioni in terapia intensiva.

“Io e i miei amici avevamo deciso di non andare in discoteche e posti chiusi per evitare i contagi – scrive la ragazza – però quel sabato era il compleanno del mio più caro amico, come facevamo a non festeggiare fino a tardi? Decidemmo che per una sera non sarebbe successo niente. Fu l’inizio del film horror che sto vivendo”.

Tutto è cominciato con raffreddore e tosse.

Per il dottore non sembravano essere sintomi riconducibili al virus. La ragazza ha quindi proseguito la sua vita, frequentando la sua famiglia. Poi la scoperta drammatica: nella discoteca dove era stata per quell’unica sera, una persona era risultata positiva.

“Fecero il test a tutti i miei familiari. Solo la mamma fu negativa. Positivi i nonni, mia cugina di 12 anni, e papà. Il nonno è finito in ospedale e ora è stato dimesso e si sta riprendendo. Io, mia cugina e la nonna non abbiamo avuto problemi e dopo quattro settimane chiusi in casa siamo tornati negativi. Invece papà no. Siccome stavo bene lui mi diceva che tanto non era il virus, che non aveva voglia di starmi lontano: ‘Dai, Marti, che poi ritorni a Madrid e non ci vediamo per tanto tempo’. E anch’io pensavo così, e gli ho dato abbracci e baci… voglio tanto bene a papà”.

Da due settimane l’uomo si trova in terapia intensiva, intubato. Martina non può vederlo, non può tornare indietro. “Non me lo potrò mai perdonare”, dice. 

Ormai non ho più fame, ma devo sforzarmi di mangiare sennò la mamma sta male. Non riesco più a fare niente, nemmeno alzarmi dal letto al mattino, però lo faccio, per la mamma e per la nonna. A volte provo a fingere un sorriso per alleviare la loro preoccupazione. I giorni passano veloci, e non me ne accorgo neanche. Ripenso continuamente alla felicità di quella serata, alla sua orribile conseguenza, e prego che papà riesca a superare anche questa. Spero almeno che la mia storia possa essere utile ai miei coetanei”. (Fonte Il Corriere della Sera).