Nomade incinta a 13 anni, la portano in comunità. Il fidanzato di 32 anni e i genitori dall’avvocato

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2019 14:26 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2019 14:26
Nomade incinta a 13 anni, la portano in comunità. Il fidanzato di 32 anni e i genitori dall'avvocato

Una mamma in dolce attesa (Foto archivio Ansa)

TREVISO – Quando è andata in ospedale per fare dei controlli riguardo alla gravidanza, i servizi sociali l’hanno presa in carico e poi trasferita in una comunità protetta. Protagonista della vicenda una ragazzina Sinti di appena 13 anni che tra poco più di un mese diventerà mamma. Ma la famiglia e il fidanzato di 32 anni vogliono riportarla a casa e per questo si sono rivolti ad un avvocato. 

Del caso, come riporta il Gazzettino, sono stati informati i carabinieri, che ora indagano per ricostruire l’accaduto. Stando ai primi riscontri tutto sarebbe iniziato con un ricovero in ospedale a fine settembre. La baby-gestante è stata trattenuta per alcuni accertamenti, salvo poi allontanarsi volontariamente dall’ospedale. Sarebbero stati proprio i familiari a riportarla in reparto per ultimare i controlli. Ma lo scorso venerdì quando sono andati a trovarla non l’hanno più trovata. 

I servizi sociali l’hanno trasferita in una comunità protetta senza avvisare la famiglia, almeno stando a quanto riferito dal fidanzato 32enne. “Siamo Sinti – ha spiegato al Gazzettino – e abbiamo delle regole diverse rispetto a voi. Nella nostra cultura rimanere incinta a quell’età è la normalità”.

L’uomo ha quindi raccontato di essersi recato in ospedale con i genitori della fidanzata, ma di non averla più trovata e non ha mai saputo i motivi per cui sarebbe stata trasferita. Il suo timore, spiega, è “che qualcuno le possa far pensare che io e i genitori non le vogliamo più bene, non vorrei le facessero il lavaggio del cervello perché temono che sia successo qualche cosa essendo giovane e incinta”.

Fonte: Il Gazzettino