Ragazzo morto sotto un treno, le mani mozzate. “E’ Valerio Frijia”, dicono i genitori

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 gennaio 2018 13:40 | Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2018 13:40
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Ragazzo morto sotto un treno, le mani mozzate. “E’ Valerio Frijia”, dicono i genitori

ROMA – E’ di Valerio Frijia, 15 anni, romano, il corpo trovato senza mani sulla ferrovia di Labico (Roma). I risultati dell’esame del Dna devono ancora arrivare, ma i genitori del ragazzo ne sono certi. Loro hanno riconosciuto la scarpa da ginnastica e la scocca del cellulare trovati dagli investigatori vicino al corpo. Ma adesso si domandano come mai il loro secondo figlio sia morto così: “Valerio non si sarebbe mai tolto la vita, non c’era motivo e non mi avrebbe mai dato un dolore così grande. Deve essere stato un incidente oppure qualcuno lo ha spinto sotto il treno, altrimenti perché l’avrebbero ritrovato con le mani mozzate? Poi dicono che fosse nudo”, ha detto il padre, Alessandro Frijia, al Messaggero. I misteri da chiarire, insomma, sono tanti.

“Valerio, racconta sempre papà Alessandro, deve essere uscito di casa intorno alle 23 di venerdì. L’ho sentito uscire dalla stanza ma pensavo che fosse solo sceso a mangiare perché non aveva cenato, poi il giorno dopo quando ci siamo accorti della scomparsa, i carabinieri ci hanno detto che alle 24:30 un uomo era stato investito dall’intercity. Non può essere che lui, io stesso ho trovato la scocca del suo telefono e per domani mattina (oggi, ndr) siamo stati convocati dalla Polfer di Colleferro”.

Valerio studiava al liceo linguistico Machiavelli di piazza Indipendenza, a Roma. La sua famiglia da Cinecittà si era trasferita nel piccolo centro sulla Casilina nel 98. “Siamo molto uniti”, dice la madre di Valerio. Venerdì, però, c’era stata quella che il padre chiama “una incomprensione”, dopo che la madre di Valerio aveva scoperto che il figlio aveva iniziato a fumare, e forse non sigarette.

C’è stata una discussione, poi, verso le 23, Valerio ha lasciato casa. Secondo i genitori sarebbe andato proprio in stazione. Ma si domandano a fare cosa. Escludono, comunque, il suicidio:

“Valerio aveva tutto, il 21 doveva andare a un concerto, stava organizzando un viaggio a Dublino, aveva tanti interessi, ultimamente si era appassionato alla politica, con Casapound, anche se io non ero d’accordo ma ne parlavamo”.

Resta da domandarsi allora come sia finita la vita del ragazzo, come sottolinea il Messaggero: 

Chi c’era con Valerio? Era confuso, è scivolato o ha voluto farla finita? Perché le mani erano tagliate di netto? Erano legate? Qualcuno lo ha spinto in un gioco assurdo? Risposte che, in parte, chiarirà l’autopsia, in parte l’esame della sim rinvenuta nel cellulare. L’analisi delle celle telefoniche agganciate all’area della stazione potrà dire, invece, se con Valerio c’era qualcun altro.