Ragno violino, allarme a Roma Sud: boom di casi all’ospedale

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 luglio 2018 10:07 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2018 10:07
Ragno violino, allarme a Roma Sud: boom di casi all'ospedale

Ragno violino, allarme a Roma Sud: boom di casi all’ospedale

ROMA – Boom di ricoveri a Roma Sud per punture da ragno violino. Il piccolo aracnide, all’apparenza innocuo, ha già colpito nella zona di via Ardeatina e via Laurentina, dove accanto alle aree residenziali ci sono ampi spazi verdi. E subito è scattato l’allarme. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]

Il nome scientifico è Loxosceles Rufescens e basta una sua punturina indolore per finire all’ospedale. Le femmine di ragno violino raggiungono dimensioni di 9 millimetri, mentre i maschi sono leggermente più piccoli, con corpi fino ai 7 millimetri ed è caratterizzato dal colore marrone-giallastro e da lunghe zampe.

Noto anche come ragno eremita, il ragno violino è un animale notturno che di giorno rimane rintanato in fessure e anfratti, ma in casa può trovare riparo dietro a mobili, battiscopa, sotto scatole di cartone o anche dentro a guanti, calzature e tra la biancheria. Il suo habitat ideale è per questo motivo nei solai, negli scantinati e nei bagni.

Il morso del ragno è in un primo momento indolore, asintomatico e la zona interessata non presenta alterazioni, ma nelle ore successive inizia a comparire una lesione arrossata che provoca prurito, bruciore e formicolii. Tra le 48 e le 72 ore successive la zona può presentare necrosi e ulcerarsi. Con il suo morso, il ragno inietta il veleno ma può veicolare anche la contaminazione del tessuto da parte di batteri anaerobi che proliferano nella lesione e causano la liquefazione dei tessuti. Nei casi più gravi, tra i sintomi si registrano anche febbre, rash cutaneo, ecchimosi e le complicazioni si estendono anche ai muscoli, ai reni e possono presentarsi emorragie.

Fabrizio Pregliasco, dell’Irccs Galeazzi di Milano, spiega al Messaggero che “è importante prendere l’animale, anche morto e schiacciato, o fargli una foto per mostralo poi al medico a cui ci si rivolge. Il mio consiglio è di andare subito in una struttura ospedaliera con un centro anti-veleni”.