Ragno violino: spuntano altri casi, stavolta nel Nordest Italia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 aprile 2018 17:50 | Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2018 17:50
Ragno violino: spuntano altri casi nel Nordest Italia

Ragno violino: spuntano altri casi nel Nordest Italia

ROMA – Anche il Nordest Italia ha a che fare con il pericolosissimo ragno violino. A gennaio il ragno violino, la stessa specie di insetto che ha morso nei giorni scorsi un ufficiale della polizia municipale di Terni salvato in extremis dai medici, ha colpito anche a Nordest, a Sottomarina (Venezia), per la precisione. Vittima del morso che può essere letale fu allora un imprenditore, G.B., che rischiò di perdere il piede. Ma non fu il solo in quel periodo a subire le devastanti conseguenze del veleno del Loxosceles rufescens Dufour (il nome scientifico di questo aracnide). A fine dicembre anche una ragazza in provincia di Pordenone venne punta mentre dormiva a letto.

Alla venticinquenne di Pordenone è accaduto a fine dicembre 2016. Il risveglio con un dolore improvviso alla caviglia e l’inizio di un fine settimana infinito trascorso tra guardia medica e due pronti soccorso prima di giungere alla diagnosi corretta: morso di un ragno velenoso, il ragno violino. L’animale di piccole dimensioni che vive nell’ombra e morde solo se minacciato, o se lo si tocca inconsapevolmente, ad esempio girandosi nel letto come probabilmente è accaduto alla ragazza pordenonese.

Come scrive Il Gazzettino:

«È cominciato tutto il 17 novembre – ha raccontato l’imprenditore morso a gennaio – sono andato nell’orto e, come sempre, ho infilato gli stivali. Dopo trenta minuti me li sono tolti, sono andato a casa e ho cominciato a sentire una piccola irritazione al piede sinistro. Ho dato una rapida occhiata e mi sono accorto di avere 2 puntini. All’inizio non ci ho fatto caso, ma al secondo giorno è comparsa una macchia. A questo punto ho deciso di andare dal dottore che mi ha dato degli antibiotici. Dopo tre giorni però la situazione è peggiorata: la macchia si era estesa. Torno dal medico che mi aumenta gli antibiotici. Nel frattempo arriva il weekend e la situazione precipita.

Alla domenica sera cammino per il centro storico e quasi cado dai forti dolori al piede. Torno a casa e i dolori aumentano. Così alle cinque del mattino decido di andare al pronto soccorso. Il medico mi fa un’antitetanica e mi manda subito dall’ortopedico». Il medico ha allora tolto le garze, scoprendo l’orrore: il piede era tutto tumefatto, l’infezione aveva raggiunto gran parte della gamba. «Mi ha subito detto che la situazione era grave e mi ha consigliato di correre subito a Padova al centro malattie infettive e tropicali. Il ragno – continua G.B. – mi ha fatto una ferita di 7 centimetri per 4 di profondità. L’infezione era ormai arrivata vicino al ginocchio e ho rischiato seriamente l’amputazione. Ho dovuto anche fare una tac per vedere se l’infezione aveva raggiunto altre zone».

 

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