Ragusa, Maria Zarba trovata morta in casa in una pozza di sangue: esclusa la rapina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 ottobre 2018 0:12 | Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2018 1:27
Maria Zarba uccisa, testa fracassata in casa a Ragusa

Ragusa, Maria Zarba trovata morta in casa in una pozza di sangue: esclusa la rapina

RAGUSA – Sdraiata in terra in una pozza di sangue nella sua casa di Ragusa. Maria Zarba, 66 anni, è stata trovata morta la sera dell’11 ottobre, colpita in testa violentemente con un corpo contundente. Le autorità arrivate sul posto non hanno dubbi che si tratti di un brutale omicidio, ma al momento escludono che possa essersi trattato di una rapina finita male.

A trovare il corpo e dare l’allarme è stata la nipote della vittima, che era tornata nella casa in cui viveva con i genitori e con la nonna. Alcuni vicini di casa hanno raccontato di avere sentito il giovane urlare di dolore durante il tragico ritrovamento. Ha chiamato il 118, ma quando è arrivata l’ambulanza il personale medico ha accertato che era già deceduta. Nell’abitazione, però, secondo i primi rilievi, non manca alcunché di prezioso, e la polizia, che indaga, al momento ritiene di potere escludere la rapina. 

Sul posto è intervenuta la polizia per avviare le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giulia Bisello. Personale della squadra mobile sta interrogando in Questura familiari e conoscenti per ricostruire la personalità della vittima, le sue frequentazioni e se avesse avuto dei contrasti con qualcuno a lei vicino. Sono in corso rilievi della polizia scientifica per cercare di trovare elementi utili alle indagini. 

La donna era molto nota nel suo rione, nel centro della città, perché era una ministrante, una fedele laica che svolgeva un servizio alla comunità cristiana, ai sacerdoti e ai diaconi durante la liturgia e nelle altre celebrazioni di preghiera. In serata si era sparsa la voce di un fermo da parte della squadra mobile nell’ambito delle indagini sul delitto, indiscrezione che non è stata confermata da fonti ufficiali che si sono limitate a sottolineare che “si sta lavorando per risolvere il caso”.