Rai, Corte dei Conti: “Debito sotto osservazione, costi vanno ridotti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Marzo 2015 16:45 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2015 16:52
 Rai, Corte dei Conti: "Debito grosso, costi vanno ridotti"

(Foto LaPresse)

ROMA – La Rai ha un debito di 442,9 milioni di euro nel 2013 e per la Corte dei Conti la situazione è da tenere sotto osservazione e i costi vanno ridotti. Nella relazione sulla tv pubblica la Corte dei Conti spiega che è necessario liquidare o incorporare alcune società controllate per poter ridurre il volume del debito:

“Pur costatando la diminuzione delle società (da 8 del 2010 a 5 nel 2013), la Corte rappresenta l’esigenza di una rigorosa verifica della necessità delle stesse, tenuto conto che l’apporto delle controllate risulta modesto, in quanto, ad eccezione di Rai Pubblicità, la quasi totalità del fatturato è verso Rai, senza alcuna significativa espansione all’esterno del perimetro delle attività”.

La Corte dei Conti, nella relazione annuale sulla Rai, ha poi sottolineato l’esigenza di

“un contenimento dei costi, e soprattutto di quelli della produzione. Contenimento dei costi da coniugare con un adeguamento della proposta editoriale per il recupero degli ascolti delle reti generaliste e con un più penetrante ingresso in settori del mercato, quali il Web, anche allo scopo di generare nuove opportunità commerciali”.

E aggiunge nella relazione:

“Il patrimonio netto della Rai nel 2013 ha raggiunto l’importo di 298,4 milioni di euro, con una crescita rispetto all’esercizio 2012 per effetto del positivo risultato d’esercizio. Rilevante, peraltro, è risultato il volume dei debiti finanziari verso banche, pari, nel 2013, a 442,9 milioni di euro, contro i 371,6 milioni di euro del 2012. La situazione è da tenere sotto osservazione, anche in considerazione dell’aumento complessivo dei debiti e del loro valore elevato rispetto alla consistenza del patrimonio netto.

Il bilancio 2013 chiude con un utile di 4,3 milioni di euro contro la perdita di 245,7 milioni di euro del 2012. Anche il conto economico consolidato è risultato positivo, per 5,3 milioni, a fronte della perdita di 244,6 milioni di euro del 31 dicembre 2012. La gestione 2013 ha risentito positivamente del venir meno dell’onere per i grandi eventi sportivi che aveva connotato il 2012, ma anche dei risparmi, nei costi operativi ed in quello per il personale, pari, complessivamente, a oltre 60 milioni di euro per il Gruppo ed a circa 50 milioni di euro per la capogruppo”.

Le entrate derivanti dalla pubblicità (597,6 milioni di euro) evidenziano una flessione di 77,3 milioni di euro (-11,5%) rispetto al 2012, mentre i ricavi derivanti dal canone di abbonamento sono cresciuti nel 2013 di circa 7,9 milioni di euro, aumento, peraltro, inferiore a quello conseguito negli anni immediatamente precedenti (circa 40 milioni di euro nel 2012 e 28 milioni di euro nel 2011), continua la Corte nella relazione:

“E’ noto che tali ricavi sono notevolmente compromessi dalla dimensione dell’evasione, stimata nell’ordine del 26% circa, superiore per quasi 19 punti percentuali rispetto alla media europea”.

Nel 2013 è risultato in diminuzione, di circa il 2%, il costo del personale, sia per la concessionaria che per il gruppo, per effetto della minore consistenza numerica del personale e della assenza di fondi per l’incentivazione all’esodo. La Corte, segnalando l’impatto sui conti dei tagli ai trasferimenti decisi dal governo, ribadisce

“l’esigenza che si attivi ogni misura organizzativa, di processo e gestionale, idonea ad eliminare inefficienze, proseguendo nel percorso di internalizzazione delle attività e concentrando gli impegni finanziari sulle priorità effettivamente strategiche”.