Rai e Mediaset, basta mascherine trasparenti in studio. Cts: “Non difendono dal virus”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Ottobre 2020 9:11 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2020 9:11
Rai e Mediaset, basta mascherine trasparenti in studio. Cts: "Non difendono dal virus"

Rai e Mediaset, basta mascherine trasparenti in studio. Cts: “Non difendono dal virus”

In molte trasmissioni Rai e Mediaset vengono indossate mascherine trasparenti, ma il Comitato tecnico scientifico dice basta: “Non difendono dal virus”.

Conduttori, tecnici e anche il pubblico: in alcune, forse troppe, trasmissioni Rai e Mediaset sono tutti, o quasi, con le mascherine trasparenti. Mascherina per far vedere quando si parla, quando si ride, quando si sbadiglia… L’espressione della bocca d’altronde fa anch’essa parte della televisione. Forse per il conduttore e magari qualche suo ospite, ma per i cameraman, i microfonisti e addirittura il pubblico, che bisogno c’è?

Infatti le mascherine trasparenti utilizzate da Rai e Mediaset per alcuni programmi non vanno bene. E così il Cts, Comitato tecnico scientifico, ha pensato di mettere a verbale che bisogna segnalare il problema alle due aziende televisive.

Secondo gli esperti non sono neanche da considerarsi delle mascherine. Si tratta piuttosto di schermi, che per questo non sono sicuri. Il pannello trasparente infatti è distanziato dal volto e quindi non protegge davvero naso e bocca. Stesso discorso vale per l’uscita di eventuali goccioline che trasportano il virus. Quindi sono completamente inutili sia per proteggersi che per evitare la trasmissione.

Si sta dando un messaggio sbagliato

Secondo gli esperti poi c’è anche l’esempio che viene dato ai telespettatori che le vedono addosso al pubblico dei programmi. Potrebbero così pensare che questi pannelli siano efficaci e qualcuno potrebbe usarli. In effetti qualcuno che li indossa all’aperto o all’interno di esercizi commerciali si inizia a vedere. Il Cts chiede di rimuoverle e di far usare dispositivi di protezione efficaci al pubblico perché venga diffuso il giusto messaggio. (Fonte Repubblica).