Ramona Badescu truffata dai finti Cavalieri di Malta

Pubblicato il 5 Giugno 2013 12:07 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2013 12:08
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Ramona Badescu (Foto Lapresse)

ROMA – Cerimonie di iniziazione con mantelli, spade e parole solenni pronunciate in latino all’interno di chiese e abbazie per segnare la propria storia nei millenni e diventare Cavalieri di Malta. Ma era tutta una messa in scena: dietro ciondoli e tonache si nascondeva un gruppo di presunti truffatori:  in tutto nove arrestati dai carabinieri, tra cui un ex-legionario di 63 anni, un docente universitario pescarese di 56 anni e il finto ‘Gran Maestro’, un bolognese di 46 anni.

Nella rete sono finite decine di persone, tra cui uomini delle forze dell’ordine, militari, funzionari pubblici e la showgirl Ramona Badescu. Non solo. Dietro la falsa facciata umanitaria, i raggiri raggiungevano centinaia di disperati in Tunisia, che pagavano corsi con la promessa di un lavoro in Italia. Di questi, 66 avevano già pagato ma a Fiumicino hanno scoperto la truffa. L’operazione è stata eseguita dai militari della Compagnia di Trastevere e della stazione Monteverde Nuovo, ed ha comportato arresti e perquisizioni in Lazio, Abruzzo, Calabria e in Veneto.

Gli indagati sono complessivamente dieci e le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa, conferimento illecito di onorificenze e decorazioni cavalleresche e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Quello dei falsi cavalieri era un business fondato sulla recitazione, per accalappiare ‘aspiranti cavalieri’ su un sito internet e attraverso il passaparola. Bastava pagare fino a diecimila euro e affrontare il rito di iniziazione per far brillare l’onorificenza sul petto e su un finto documento.

Il falso Ordine ben strutturato, costituitosi nel 2009 a Latina: l’associazione aveva ”ambasciatori e corrispondenti” in varie nazioni del mondo. Avevano un Ministero degli Affari Esteri, un Comandante della Guardia d’Onore dei Cavalieri. L’arte degli imitatori era così sottile che erano riusciti a ingannare diversi parroci per la concessione delle chiese per altisonanti cerimonie religiose e l’iniziazione. L’indagine è nata nel 2012, quando le titolari di una tipografia romana si erano rivolte ai carabinieri dopo aver ricevuto una commessa sospetta per la stampa di alcuni passaporti falsi da parte di uno degli indagati, un sedicente rappresentante di un’agenzia diplomatica internazionale.

I componenti dell’associazione operavano anche sotto l’egida di una seconda associazione di volontari della Protezione Civile che aveva garantito la frequentazione di un corso per l’uso del defibrillatore a 350 tunisini, ai quali erano stati chiesti tra i 2.000 e i 5.500 euro. Alle vittime erano stati fornito tutto il corredo del raggiro: un falso visto collettivo del Ministero degli Esteri, cartellini di appartenenza al Sovrano Ordine Ospitaliero Melitense di San Giovanni da Gerusalemme Cavalieri di Malta, in qualita’ di volontari, e pettorine con le insegne. Una sorta di gadget della truffa dietro lo sponsor dei finti scudi crociati.