Da Ranidil a Zantac: ritirati lotti di ranitidina per presenza impurità cancerogena

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 20 Settembre 2019 20:16 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2019 20:21
Ranitidina farmaci ritirati cancerogeni

Foto archivio ANSA

ROMA – Da Ranidil a Zantac ritirati. Sono 195 i lotti di farmaci contenenti ranitidina per cui l’Agenzia italiana del Farmaco, Aifa, ha disposto il ritiro dopo aver trovato tracce di impurità cancerogene. I farmaci in questione sono soprattutto utilizzati come antiacidi per curare il reflusso, l’ulcera e la gastrite.

Che cos’è la ranitidina?

La ranitidina viene usata anche per trattare la sindrome di Zollinger-Ellison, o di altre affezioni in cui lo stomaco secerne una quantità molto elevata di acidi. Inoltre può essere impiegata per trattare le emorragie del primo tratto dell’apparato digerente e prevenire alcuni tipi di ulcera, per i bruciori di stomaco associati, per esempio, all’acidità di stomaco, e per i danni allo stomaco provocati o dall’inalazione degli acidi gastrici durante l’anestesia, o dall’assunzione di FANS. Si tratta infatti di un farmaco H2 antagonista che agisce riducendo la quantità di acido prodotto dallo stomaco.

Aifa dispone il ritiro; presenza NDMA

L’Aifa ha disposto il ritiro per i farmaci che contengono il principio attivo ranitidina prodotto dall’officina Saraca Laboratories LTD in India per la presenza dell’impurezza N-nitrosodimetilammina (NDMA), della classe delle nitrosammine, già trovate nel 2018 in alcuni anti-ipertensivi (sartani). L’Aifa sta lavorando con le altre agenzie per valutare il grado di contaminazione.

La NDMA è classificata come sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla base di studi condotti su animali. È presente in alcuni alimenti e nelle forniture di acqua, ma non ci si attende che possa causare danni quando ingerita in quantità molto basse.

La decisione è stata presa in base al principio di precauzione, in modo da ridurre al minimo i rischi per il paziente, limitando l’esposizione alla sostanza potenzialmente dannosa. A scopo precauzionale, l’Aifa ha anche disposto il divieto di utilizzo di tutti i lotti commercializzati in Italia di medicinali contenenti ranitidina prodotta da altre officine farmaceutiche diverse da quella oggetto del richiamo, in attesa che vengano analizzati. Provvedimenti simili sono stati assunti o sono in corso di adozione negli altri Paesi dell’Unione Europea e in diversi paesi extraeuropei. 

Elenco farmaci ritirati: cosa fare se li hai a casa

L’Aifa consiglia i cittadini, se in trattamento con un medicinale a base di ranitidina prescritto dal medico, di non sospendere il trattamento, ma di consultare il medico il prima possibile per un trattamento alternativo (un altro medicinale diverso da ranitidina indicato nel trattamento delle condizioni in cui lo stomaco produce quantità eccessiva di acido).

Sono complessivamente 195 i lotti di farmaci contenenti il principio attivo ranitidina ritirati dal mercato. In particolare, si tratta di alcuni lotti di questi farmaci:

– RANITIDINA HEX (150 MG E 300 MG)

– RANITIDINA RATIOPHARM (150 MG E 300 MG)

– RANITIDINA MYLAN GENETICS 150 MG E 300 MG)

– RANIDIL SCIROPPO

– ZANTAC COMPRESSE (150 MG E 300 MG)

– ZANTAC FIALE 5 ML

– ZANTAC COMPRESSE EFFERVESCENTI (150 MG)

– RANITIDINA AUROBINDO ITALIA (150 MG E 300 MG).

Codacons annuncia: “Tuteleremo i pazienti”

L’associazione dei consumatori Codacons annuncia intanto di essere pronta a “scendere in campo a tutela dei pazienti italiani cui siano stati somministrati farmaci contenenti il principio attivo Ranitidina ora ritirati dal mercato”. L’associazione chiede inoltre al Ministero della salute di “accertare se vi siano stati ritardi o falle nei sistemi di sicurezza sui farmaci prima di giungere ai provvedimenti adottati oggi dall’Aifa”. (Fonte AIFA, AGI e ANSA)