Ranieri Paluselli fa causa a Decathlon: “Ho rischiato di annegare per maschera da snorkeling difettosa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2018 20:20 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2018 23:24

Ranieri Paluselli fa causa a Decathlon: “Ho rischiato di annegare per maschera da snorkeling difettosa”

TORINO – Ha rischiato di morire facendo snorkeling nei Paesi Arabi e ha deciso di fare causa a Decathlon.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Ranieri Paluselli, timpanista del Teatro Regio di Torino assistito dallo studio legale Ambrosio e Commodo, sostiene che la maschera subacquea Easybreath acquistata al Decathlon di Grugliasco, in provincia di Torino, fosse difettosa. L’uomo ha chiesto un risarcimento alla multinazionale e il prossimo 26 luglio ci sarà la mediazione.

La vicenda riguarda un episodio accaduto il 14 settembre 2017 a Mascate, in Oman, dove Paluselli si trovava per la prima dell’Aida. Con gli altri musicisti, ha preso la barca per fare snorkeling nell’oceano. Ha indossato la nuova maschera, un modello innovativo che copre completamente il viso e permette di respirare attraverso un boccaglio centrale, e si è tuffato. Qualcosa, però, è andato storto. E l’uomo ha perso i sensi. “Mi sono praticamente addormentato senza accorgermene”, racconta.

Atos Canestrelli, contrabbassista, collega e amico dell’uomo, ha raccontato: “Ero appena tornato sulla barca, quando ho sentito gridare. Ranieri galleggiava immobile, con il viso rivolto verso il fondale, privo di sensi. L’abbiamo subito soccorso con la respirazione bocca a bocca e con il massaggio cardiaco. Poi sono arrivati i soccorsi”. Trasportato all’ospedale, Ranieri ha ripreso conoscenza solo 24 ore dopo l’incidente.

Il musicista 54enne una volta tornato in Italia si è rivolto allo studio legale Ambrosio e Commodo e ha diffidato Decathlon. “Abbiamo chiesto un risarcimento per il danno da pericolo di vita”, specificano gli avvocati Ludovica e Renato Ambrosio. “La maschera era nuova e probabilmente non era idonea – ribattono gli avvocati del timpanista – Chiediamo maggiore attenzione nella vendita di questo prodotto, che per qualcuno può rivelarsi una trappola mortale. Il nostro cliente ha una capacità polmonare ridotta a causa di una scogliosi molto marcata. Aveva già fatto snorkeling e non era mai successo nulla: probabilmente questo tipo di maschera non era adatta a lui”.

Secondo i periti di Decathlon, invece, l’attrezzatura non presenta alcun difetto. Il 26 luglio è fissato un incontro per la mediazione che, se non dovesse andare a buon fine, darebbe il via a una causa civile.