Rapallo, commercialista accusato di peculato: “30mln finiti nei paradisi fiscali”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 ottobre 2014 10:23 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2014 10:24
Rapallo, commercialista accusato di peculato: "30mln finiti nei paradisi fiscali"

Rapallo, commercialista accusato di peculato: “30mln finiti nei paradisi fiscali”

RAPALLO – Un commercialista di Rapallo è accusato di aver fatto sparire 30 milioni di euro. Secondo l’accusa quei soldi avrebbero dovuto essere utilizzati per bonificare discariche e siti industriali e sono invece finiti in paradisi fiscali.

Simone Traverso sul Secolo XIX lo chiama “l’eminenza grigia di Rapallo”:

Spiega Traverso che il suo coinvolgimento

È il retroscena della clamorosa inchiesta che la scorsa settimana ha portato all’arresto di sei componenti del consiglio di amministrazione del gruppo Green Holding, colosso lombardo dello smaltimento rifiuti. Andrea Grossi, Ernesto D’Aprano, Stefano Lazzari, Antonio Romeni, Vincenzo Cimini e Paolo Titta sono finiti ai domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico.

Sono tutti accusati di peculato perché, secondo gli inquirenti, avrebbero fatto sparire più di 30 milioni di euro destinati al risanamento della discarica di Borgo Montello, a Latina. Grossi, tra l’altro, è il figlio ed erede di Giuseppe Grossi, scomparso nel 2011 e arrestato nel 2009 per la vicenda della bonifica dell’area “Montecity” per realizzarvi il quartiere Santa Giulia, a sud di Milano.

Ed è proprio seguendo le tracce della famiglia Grossi che gli investigatori della squadra mobile laziale, guidati dal vicequestore Tommaso Niglio e coordinati dai pm Nunzia D’Elia e Luigia Spinelli, che hanno scovato quello che considerano essere l’“uomo dei soldi”. Si tratta di un professionista ligure, al lavoro in uno studio da commercialista a Rapallo.