Rapinatore ucciso a Bari: imprenditore assolto, fu legittima difesa

Pubblicato il 24 Marzo 2011 15:55 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2011 15:58

BARI – Agì per legittima difesa l’imprenditore Giuseppe Difino che la notte tra il 26 e il 27 settembre 2009, a Noicattaro (Bari), sparò due colpi di pistola, uno dei quali uccise uno dei ladri che erano entrati nella sua abitazione.A queste conclusioni è giunto il gip del tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis che ha archiviato, su richiesta del pm Marcello Quercia, l’indagine sull’uccisione del rapinatore Luigi Bartoli, pregiudicato di 45 anni.

Il giudice ha accolto la richiesta dopo un annullamento con rinvio della Cassazione che aveva invitato l’ufficio del gip di Bari a pronunciarsi nuovamente sulla richiesta di archiviazione, accolta ‘de plano’ da un altro giudice (che, invece, avrebbe dovuto fissare una camera di consiglio e ascoltare le parti) nonostante l’opposizione di una parte offesa. Poco tempo dopo l’uccisione di Bartoli, i carabinieri fermarono il pluripregiudicato Giovanni Cassano, di 37 anni, fratellastro del giocatore di calcio Antonio Cassano, accusato di aver preso parte al tentativo di rapina e di aver ricettato l’autovettura rubata utilizzata per compiere l’assalto.

Difino, che al momento dell’irruzione dei malfattori era nella villetta insieme con la sua compagna, si accorse che c’erano estranei in casa: dal letto della sua stanza, la cui porta era chiusa a chiave, il cinquantaduenne sparo’ due colpi. I proiettili perforarono la porta: uno si conficco’ nel muro del corridoio, l’altro colpì Cassano al deltoide destro, uscì dalla spalla e si conficcò nel cuore di Bartoli, che era dietro di lui. Subito dopo gli intrusi fuggirono dall’abitazione; il cadavere di Bartoli fu abbandonato davanti all’ospedale San Paolo di Bari.

Secondo le indagini, Cassano fu ferito mentre forzava la porta della camera da letto di Difino con un cacciavite. Il Dna ricavato dalle tracce di sangue trovate nell’abitazione è ritenuto altamente compatibile con il suo. Così come il foro dell’arma nella porta della stanza e la posizione dell’uomo.