Rapinatori seriali traditi dalla pipì fatta davanti a un supermercato: scoperti dal Dna

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 1 Novembre 2019 12:31 | Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2019 12:31
Rapinatori seriali della provincia di Siracusa traditi dalla pipì fatta davanti a un supermercato: scoperti dal Dna

Rapinatori seriali traditi dalla pipì fatta davanti a un supermercato: scoperti dal Dna (nella foto Ansa, i carabinieri di Siracusa)

ROMA – Una banda di rapinatori seriali è stata rintracciata perché si firmavano con la pipì. Dall’urina lasciata su un muretto i carabinieri sono riusciti a risalire a tre rapinatori accusati di aver commesso quattro colpi ad altrettanti supermercati nell’ottobre scorso a Lentini, Carlentini e Francofonte, in provincia di Siracusa.

I carabinieri hanno eseguito tre misure cautelari personali di obbligo di dimora nel comune di residenza con permanenza in casa la notte e prescrizione di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di A. S. S. di 21 anni, R. L. R., 22 anni, e A. F., 21 anni, tutti lentinesi. I tre avrebbero agito sempre con il volto coperto minacciando con pistole e giraviti i commessi degli esercizi commerciali.

L’indagine dei militari, diretta dai sostituti procuratori Stefano Priolo e Salvatore Grillo, e coordinata dal procuratore aggiunto Fabio Scavone, si è avvalsa del supporto del Ris di Messina: i tre erano stati ripresi dagli impianti di videosorveglianza. Ma determinante è stato l’episodio accaduto il 25 ottobre scorso: i tre hanno urinato nel muretto adiacente l’esercizio commerciale. I militari hanno prelevato i campioni di dna risalendo ai rapinatori.

Aggiunge Gaetano Scariolo su BlogSicilia che tutti e tre gli arrestati “sono stati iscritti nel registro degli indagati ed il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Siracusa ha disposto per loro l’obbligo di firma. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, i giovani componenti della presunta banda avrebbero agito armati di pistole e con il volto coperto, portando via complessivamente 2500 euro”. (Fonti Ansa e BlogSicilia).