Ravenna, il medico del reparto Infettivi dell’ospedale e altri 4 sanitari con il falso Green Pass

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Novembre 2021 - 10:15 OLTRE 6 MESI FA
Ravenna, il medico del reparto Infettivi dell'ospedale e altri 4 sanitari con il falso Green Pass

Ravenna, il medico del reparto Infettivi dell’ospedale e altri 4 sanitari con il falso Green Pass (Foto d’archivio Ansa)

Ravenna, anche un medico del reparto Infettivi dell’ospedale aveva il falso Green Pass. Insieme a lui, altri 4 sanitari. Sembra di stare in una di quelle barzellette in cui si dice “sai qual è il colmo per…?”. Invece è tutto vero. Persone che lavorano nella sanità, che si occupano della salute degli altri, che curano i malati di Covid… usavano un falso certificato verde, presumibilmente per non vaccinarsi.

Ravenna: il medico del reparto Infettivi con il falso Green pass

La Procura di Ravenna ha disposto il sequestro preventivo d’urgenza di altri cinque Green pass. Che si aggiungono ai 79 già sequestrati. Si tratta, come riportato dai due quotidiani locali, di certificati verdi di operatori delle sanità nella città romagnola: un medico del reparto Infettivi dell’ospedale di Ravenna e altri quattro sanitari, tra cui due infermieri dell’ospedale ravennate e una ostetrica di un consultorio.

I loro nomi si vanno ad aggiungere a quelli di una psichiatra e di un oculista sempre ravennati che si erano già ritrovati con i Green pass sequestrati, nell’ambito dell’indagine della Polizia.

Nell’interrogatorio di garanzia di un medico (arrestato nell’ambito dell’inchiesta) ha negato di avere mai ricevuto danaro. Ha però ammesso che si prestava a simulare la vaccinazione dei quei no vax che andava da lui e glielo chiedevano. Con la lista dei 79 Green pass sotto, ha indicato chi effettivamente è andato per vaccinarsi (circa solo un terzo del totale) e chi per simularlo. 

Il medico che simulava i vaccini ai No Vax si era vaccinato

Il medico indagato a Ravenna, nell’interrogatorio di garanzia ha respinto la definizione per sé di ‘no vax‘ essendosi lui auto-vaccinato. Tuttavia, come riportato dalla stampa locale, ha in sintesi spiegato di essersi prestato perché riteneva il vaccino pericoloso e nocivo.

Sui 1.550 euro trovati in tasca al momento della prima perquisizione della squadra Mobile, il 17 ottobre, ha detto che li aveva dimenticati lì dopo averli prelevati per un corso di meditazione giorni prima. E di mera dimenticanza ha parlato anche per le 13 fiale di vaccino Pfizer ritrovate dagli inquirenti – coordinati dal Pm Angela Scorza – sempre il 17 ottobre, abbandonate a temperatura ambiente (cioè ormai inutilizzabili) su un lettino di un ambulatorio.