Ravenna, consigliere leghista: “Basta con i culattoni”. Arcigay sul piede di guerra

Pubblicato il 24 agosto 2010 17:50 | Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2010 18:37

L’Arcigay di Ravenna protesta: un leghista ci ha dato dei culattoni. Il contesto è stata un’animata assemblea pubblica della pro-loco ieri sera a Lido di Classe, la località sul litorale ravennate conosciuta anche per il fenomeno della prostituzione maschile soprattutto legato alla numerosa comunità di trans brasiliani. Secondo una nota dell’associazione Frida Byron-Arcigay Ravenna, davanti a un centinaio di presenti tra residenti e turisti, il capogruppo della Lega nord di Forli’, Francesco Aprigliano, ha detto che ”bisogna togliere la nomea” alla localita’ di ”posto di culattoni e trans”.

L’associazione ha sottolineato che una sentenza della Cassazione ”ha bollato come ingiuria l’utilizzo della parola ‘gay’ con connotazione offensiva, figuriamoci ‘culattoni”’. E, dopo avere ”condannato ogni strumentalizzazione omofoba a fini elettorali”, ha ricordato che ”Lido di Classe prospera da oltre 20 anni anche grazie all’indotto della comunita’ gay e transessuale”. Per il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, diventato celebre anche per un clamoroso annuncio (poi ritirato) su una possibile campagna anti-prostituzione fatta di scatti fotogratifici a trans e clienti, l’incontro di ieri sera e’ stato ”molto positivo”. A Lido di Classe, ha ricordato, ”la prostituzione di strada negli anni scorsi ha raggiunto livelli intollerabili. Nel luglio 2008 sollevai il coperchio: so che quello delle foto ai clienti fu un annuncio forte e criticabile. E mi presi le mie critiche. Ma da allora, grazie all’impegno di tutte le forze dell’ordine, la situazione e’ migliorata”.

Eugenio Costa, capogruppo comunale di Fi-Pdl, si e’ invece detto ”stupito” del ”disturbo organizzato nel corso dell’assemblea” da ”alcuni presenti nelle tribune” rivolto a lui e all’altro esponente del Pdl che ha preso la parola, il consigliere regionale Gianguido Bazzoni. Costa ha sottolineato ”il problema costituito da chi affitta gli appartamenti al variegato mondo della prostituzione e poi magari ha anche la spudoratezza di lamentarsi per l’incremento del fenomeno”. Secondo l’azzurro inoltre ”l’errore grave che e’ stato commesso consiste nella troppo prolungata sottovalutazione dei problemi legati alla prostituzione e al collegato spaccio di stupefacenti”. Tutte questioni che forse hanno fatto usare quel termine poco gradito agli omosessuali.