Non hai mai fatto incidenti? La compagnia vuole la disdetta Rc Auto

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 14 ottobre 2011 9:11 | Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2011 9:30

ROMA – Lei non ha mai fatto incidenti? Prego, si rivolga a un’altra compagnia assicuratrice. Nel pianeta Rc Auto, tra premi esorbitanti, risarcimenti lumaca e rincari ingiustificati delle polizze, non s’era ancora mai visto che qualche compagnia mettesse alla porta i clienti più virtuosi. E’ l’effetto boomerang dell’istituto della disdetta: dal 2006 il nuovo Codice delle Assicurazioni Private aveva previsto questo diritto, con un preavviso di soli 15 giorni. Il diritto di sciogliere il contratto doveva favorire i consumatori ed ha invece finito per fornire alle agenzie l’arma per liberarsi dei clienti non graditi. Soprattutto sotto la spinta della crisi economica, sta aumentando il ricorso alle disdette: migliaia di automobilisti, con pochi, o volte nessun incidente si vedono recapitare la lettera di rescissione unilaterale del contratto. Perché, le compagnie, hanno scoperto che il cliente immacolato è diventato anti-economico nel meccanismo bonus-malus.

La disdetta, è spesso accompagnata dal’elusione, da parte delle compagnie, dell’obbligo di assicurare (anche la Rc Auto è obbligatoria, nonostante 3 milioni di auto continuino a girare sprovviste di polizza). Se il potenziale cliente rientra nelle categorie considerate a rischio (giovani, inesperti, residenti in aeree dove ci sono più frodi) viene scoraggiato attraverso la proposta di tariffe fuori mercato, anche 5 o 6 volte più alte del normale. Dovrà rassegnarsi a cercare altrove, chi per esempio, versava 1600 euro l’anno e se ne è visti chiedere di punto in bianco 9000 al rinnovo. Intanto la compagnia ha eluso il suo obbligo ad assicurare, come prescrive la Corte di Giustizia europea. Un indicatore attendibile di questo fenomeno è rappresentato dai 61 milioni di euro di multe comminate dall’Isvap. Su 114 mila reclami alle compagnie, scontato un ovvio 70% dedicato ai risarcimenti, gli altri casi sono rappresentati proprio da disdette e classi bonus-malus incoerenti. Senza contare, che spesso, per impedire al cliente di passare da una compagnia all’altra, gli assicuratori fanno ostruzione, come negare la restituzione dell’attestato di rischio.

Nonostante al Sud sia ancora grave il problema delle truffe assicurative e in generale la tendenza ad esagerare i piccoli incidenti alle persone, va registrato che l’Italia, patria del colpo di frusta, non registra nemmeno lontanamente i tassi di operazioni fraudolente di Francia e Gran Bretagna.  Siamo, incredibile, più onesti di loro. Anche se, una polizza Rc Moto, negli ultimi due anni è cresciuta del 35%.