Reddito di Cittadinanza a Gaetano Scotto, arrestato come boss mafioso

di Lucio Fero
Pubblicato il 20 Febbraio 2020 9:35 | Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2020 9:35
Reddito Cittadinanza assegnato a Gaetano Scotto, arrestato come boss mafioso

Reddito Cittadinanza a Gaetano Scotto, arrestato come boss mafioso (Nella foto d’archivio Ansa, la card per il reddito di cittadinanza)

ROMA – Reddito Cittadinanza a Gaetano Scotto. Le cronache e gli inquirenti raccontano di una robusta e lunga carriera nel crimine organizzato. Ha conosciuto tribunali, processi, condanne, detenzione. Ora è di nuovo accusato di aver ripreso l’esercizio e la pratica del ruolo di (presunto) boss mafioso sul suo territorio. Le cronache, i giornali, le indagini, la lunga vicenda giudiziaria…Gaetano Scotto non era e non è certo uno sconosciuto e anonimo cittadino.

Lo era però, lo è stato di recente per l’Inps. Inps che non ha trovato ostacolo a riconoscere a Gaetano Scotto il diritto e quindi l’assegno di Reddito di Cittadinanza. Tridico, che dell’Inps è il presidente, ha di recente pubblicamente assicurato che Reddito di Cittadinanza funziona come fonte di nuova occupazione. Le cifre dicono 38 mila occupati su circa un milione di percettori del Reddito di Cittadinanza. Non appare un gran risultato ma Tridico lo indica come tale. Reddito di Cittadinanza che costa circa sette miliardi l’anno, soldi sparsi a pioggia e che il terreno sociale assorbe senza per questo dare frutti in termini di posti lavoro, Pil, ricchezza prodotta.

Ma Reddito di Cittadinanza non si tocca, M5S lo difende come si difende la prole, Pd ci sta. Ci sta anche se lo sa (e lo diceva) che erano soldi buttati e sbagliati. Leu rispetta e omaggia Reddito di Cittadinanza come una delle tante forme in terra della sacra spesa pubblica. L’unico a dire che Reddito di Cittadinanza andrebbe abolito e quei miliardi girati a meno tasse su imprese e lavoro è Renzi, quindi, se lo dice Renzi, è bestemmia.

Del e sul Reddito di Cittadinanza Inps aveva comunque assicurato e garantito come finalmente i controlli e il filtro di legittimità fossero stati approntati e, come si dice, implementati. Insomma Inps ha comunicato che rigidi e funzionanti controlli sono in atto perché l’assegno del Reddito di Cittadinanza arrivi solo e soltanto a chi ne ha bisogno e si trova in effettiva condizione di indigenza e di impossibilità a lavorare. Infatti una qualifica di boss mafioso rende difficile dichiarare il proprio reddito reale e ancora più improbabile un’offerta di lavoro dipendente. Consci di questa difficoltà, i controlli Inps hanno vagliato, devono aver vagliato la condizione di Gaetano Scotto e hanno dato luce verde al Reddito di Cittadinanza per lui.

Coerentemente Gaetano Scotto, a domanda del magistrato relativa alla sua professione, ha risposto: percettore del Reddito di Cittadinanza. Non privo di ironia Gaetano Scotto, quella sul Reddito di Cittadinanza è stata l’unica cosa che ha detto, per il resto si è, come si dice, avvalso della facoltà di non rispondere.

Sempre in Sicilia, qualche giorno prima, la scoperta di una casa abusiva per anziani conteneva anche la scoperta aggiuntiva che tutti quelli che vi lavoravano, a nero, erano percettori del Reddito di Cittadinanza. Anche qui ovviamente rigorosi controlli Inps: se quelli lavorano a nero, all’Inps chi lo dice?