Reddito di cittadinanza revocato a badante romena: aveva guadagnato 140mila euro in nero

di FIlippo Limoncelli
Pubblicato il 19 Dicembre 2019 16:07 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2019 16:08
Reddito di cittadinanza revocato a badante

Controlli della Guardia di Finanza (foto ANSA)

TORINO – Ha guadagnato quasi 140mila euro in quattro anni lavorando in nero come badante, ma ha beneficiato del reddito di cittadinanza. La donna, una cinquantenne di origini romene residente a Druento, in provincia di Torino, è stata smascherata e denunciata dalla Guardia di Finanza. Il reddito di cittadinanza, ora revocato, era stato ottenuto presentando documentazioni false. La donna lavorava in diversi paesi nella provincia torinese e non dichiarava il suo reddito al fisco. I finanzieri della Compagnia di Susa hanno accertato che la badante trasferiva i soldi accumulati in conti correnti in Romania.

Reddito di cittadinanza, 37 persone denunciate nelle ultime ore

La Guardia di Finanza ha individuato ben 36 casi di persone che percepivano illecitamente il reddito di cittadinanza per un ammontare complessivo di 147.000 euro. Altre due persone, inoltre, sono state segnalate all’Inps per la sanzione amministrativa della sospensione del beneficio per aver percepito il reddito di cittadinanza, pur non avendone diritto in quanto destinatarie di misura di cautelare personale, per un ammontare complessivo di 8.000 euro.

Il risultato è stato ottenuto grazie all’attività dei Reparti della Guardia di Finanza operanti nella provincia ciociara, i quali, partendo dai quotidiani servizi avviati per altre finalità, dalle risultanze investigative di polizia alle verifiche, sono riusciti ad individuare 38 nuclei familiari che, in maniera illecita o indebita, hanno percepito il reddito di cittadinanza per un ammontare complessivo di 155.000 euro. Le situazioni hanno interessato nuclei familiari residenti nei Comuni di Frosinone, Cassino, Sora, Castro dei Volsci e San Giovanni Incarico.

Le situazioni illecite sono state realizzate attraverso l’utilizzo di dichiarazioni o documenti attestanti situazioni non veritiere in ordine ai redditi posseduti, alla composizione del nucleo familiare, al possesso di immobili o autovetture, alla condizione lavorativa e, infine alla presenza di provvedimenti di natura giudiziaria.

Sono diversi i casi portati alla luce dai Finanzieri del Comando Provinciale di Frosinone, come quello di uomo di Cassino la cui figlia, lavorava in nero in un negozio di parrucchiere e il cui reddito, evidentemente, non era stato indicato nella dichiarazione presentata all’Inps, per abbassare l’indice di redditività. In un altro caso di un imprenditore che aveva omesso di dichiarare il possesso delle intere quote di una società a responsabilità limitata per un valore di 10.000 euro e il cui figlio, facente parte del nucleo familiare, lavorava in nero, producendo un reddito non inserito nella dichiarazione presentata all’Ente di previdenza.

Una particolare circostanza emerge dal lavoro svolto dalle Fiamme Gialle ciociare: tra i 38 nuclei familiari che in maniera illecita ed indebita hanno percepito il reddito di cittadinanza, 28 sono costituite da famiglie di etnia rom, ormai stanziali nel territorio della provincia di Frosinone; tra questi 26 persone, che percepivano il beneficio per un ammontare complessivo di 110.000 euro, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria, mentre per due persone, la cui specifica situazione non integra gli estremi del reato, è stata richiesta la sospensione dell’erogazione del beneficio.
L’illecita percezione del reddito di cittadinanza, per i 26 cittadini di etnia rom denunciati, è stata realizzata attraverso la falsa dichiarazione, nell’istanza presentata all’Inps, delle possidenze mobiliari ed immobiliari oppure dalla indicazione di una composizione del nucleo familiare diversa da quella reale, omettendo di indicare parenti proprietari di beni immobili in maniera tale da eludere i divieti imposti dalla norma.

Altri due cittadini di etnia rom, invece, residenti nel frusinate, sono stati segnalati all’Inps per la sospensione dell’erogazione del beneficio in quanto destinatari della misura cautelare personale dell’obbligo di firma alla polizia giudiziaria: ad oggi, gli stessi risultano aver percepito il reddito di cittadinanza per un ammontare complessivo di 8.000 euro. Tutti i 36 denunciati sono stati segnalati all’Inps per l’immediato blocco del beneficio e per il recupero delle somme di denaro illecitamente percepite.

Fonte: ANSA.