Reggio Calabria: “perdo al Lotto per colpa tua”, e decapita la tabaccaia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Agosto 2019 13:12 | Ultimo aggiornamento: 1 Agosto 2019 13:38
Billi Jay Sicat

Billi Jay Sicat, l’uomo che ha decapitato una tabaccaia (foto Ansa)

ROMA – Decapitata con una mannaia da un filippino ludopatico.

Così è morta Mariella Rota, la tabaccaia di 66 anni uccisa a coltellate ieri, mercoledì 31 luglio, nell’androne del palazzo in cui abitava, in via Melacrino, a Reggio Calabria.

L’uomo sarebbe un cliente abituale della rivendita in cui andava a giocare al Lotto.

L’uomo fermato, Billi Jay Sicat, di 43 anni, di origini filippine, in Italia regolarmente da 5 anni, secondo quanto riferito dagli inquirenti, soffriva di ludopatia e accusava la donna di truffarlo per giustificare la mancanza di vincite. L’uomo ha praticamente decapitato la donna con una mannaia colpendola poi altre volte. 

Secondo quanto riferito da investigatori e inquirenti, infatti, Sicat – definito un ludopatico – avrebbe ucciso Mariella Rota per giustificare con se stesso le continue perdite di denaro frutto del lavoro della moglie, imputava alla donna di truffarlo.

“L’omicidio della tabaccaia uccisa ieri a Reggio Calabria è l’ennesima tragedia provocata dalla dipendenza dal gioco”. E’ quanto si afferma in una nota del Codacons. “Sono oramai innumerevoli – sostiene il presidente dell’associazione Carlo Rienzi – i crimini commessi in Italia da soggetti spinti dalla dipendenza dal gioco, che uccidono o rubano per procurarsi denaro da dedicare all’azzardo o per vendetta. Esprimiamo solidarietà e vicinanza ai parenti della vittima, ma riteniamo che la procura debba indagare anche sul ruolo degli enti locali, per verificare quali misure siano state messe in atto dalle istituzioni per limitare la piaga della ludopatia sul territorio e tutelare la salute dei giocatori e l’incolumità dei cittadini”. “Alla luce di quanto avvenuto a Reggio Calabria – conclude Rienzi – la posizione dell’Agcom in favore della lobby dei giochi e contro il divieto di pubblicità al gioco, appare sempre più deplorevole”.

Fonte: Ansa.