Reggio Calabria, il nipote del boss e quei 22 esami universitari facili facili

Pubblicato il 20 Novembre 2010 13:17 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2010 13:17

Antonio Pelle, 24 anni, dallo scorso aprile si trova in carcere insieme allo zio: l’accusa è che siano membri di una delle cosche di ‘ndrangheta più importanti, i Pelle “Gambazza” di San Luca. Dalla cella il giovane Antonio manda lettere a parenti e amici, lettere che vengono ovviamente controllate prima di uscire dal carcere.

La curiosità è che queste missive sono piene zeppe di errori di grammatica, ortografia e sintassi: com’è possibile, per un ragazzo che invece segue i corsi della laurea specialistica in Architettura? Il ragazzo ha superato ben 22 esami all’Università europea di Reggio Calabria, ma in realtà non è in grado di scrivere elementari frasi in italiano corretto.

Eppure il suo percorso accademico ha dell’incredibile: nel bimestre giugno-luglio 2009  il giovane Pelle ha superato nove esami in meno di un mese e mezzo. E così i carabinieri del comando provinciale si sono messi al lavoro. A inguaiare la carriera universitaria di Antonio Pelle contribuiscono ora alcune intercettazioni tra il rampollo dei «Gambazza» e professori, impiegati e ausiliari dell’università ora indagati dalla Procura antimafia di Reggio (insieme al ragazzo) per i reati di falso e truffa. Sono accusati di aver aiutato Antonio Pelle e qualche suo parente a superare test e prove d’esame.

Alcuni stralci di queste intercettazioni sono stati pubblicati dal Corriere della Sera, in un articolo a firma di Giovanni Bianconi. “Come si chiama l’esame?”, chiede Antonio a un collaboratore dell’Università. “Albericoltura generale e coltivazione alborea” la risposta. L’esame è fissato per il 26 settembre; alle 10.12 di quel giorno Spanò telefona al ragazzo: “Vieni fuori che ti devo parlare…”. Poco dopo l’esame è superato e Antonio telefona alla zio Domenico che domanda: “Quanto hai preso?”. “Trenta! Trenta!”. “Alla faccia del cavolo! Meno male! Di che cos’era?”. “Di cosa, di agro… agro… Agricoltura”. Antonio ha appena ottenuto il massimo dei voti in una materia di cui non ricorda neanche il nome.