Reggio Calabria: la Provincia continua a pagare condannati per ‘ndrangheta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 febbraio 2018 14:11 | Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2018 14:24
Ndranghetisti e ergastolani, l'Asp di Reggio Calabria continua a pagarli ogni mese

Reggio Calabria: la Provincia continua a pagare condannati per ‘ndrangheta

ROMA – Alessandro Marcianò, ex caposala all’Ospedale di Locri e condannato all’ergastolo in via definitiva quale mandante dell’omicidio dell’ex presidente del Consiglio regionale, Francesco Fortugno, continua da anni a percepire ogni mese lo stipendio dalla Asp (l’azienda ospedaliera provinciale). La storia è riportata da Repubblica e altri organi di stampa.

Non è il solo, insiste Repubblica: medici, infermieri e dirigenti finiti in carcere per reati anche gravissimi, tra cui l’associazione a delinquere di stampo mafioso, in questo caso la ‘ndrangheta, risultano ancora stipendiati, la Provincia eroga gli emolumenti come non fosse successo nulla. Cioè non solo non sono sul posto di lavoro per l’ovvia ragione che sono detenuti, ma lo sono per questo tipo di reati.

Come è stato possibile? Per ora, continua Repubblica, si sa soltanto che, al momento di mettere a posto i conti dell’azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, la direzione generale ha scoperto evidenti discrepanze sulle uscite di cassa non giustificate dalla voce corrispettiva: è bastato incrociare i dati, di qua le buste paga, di là l’organico effettivo, per capire che più di qualcosa non tornava. I casi finora accertati, oltre a Marcianò, sarebbero una decina: quantificare il danno erariale è, tuttavia, al momento complicato. Se ne occuperà la Corte dei Conti, anche per capire di chi sia la responsabilità. Perché, questo è sicuro, qualcuno ha chiuso un occhio, se non tutti e due.

I loro casi sono all’esame dei legali dell’azienda, che stanno verificando anche se, come la norma in teoria prevede, siano stati attivati i procedimenti disciplinari nei confronti di medici e infermieri condannati. Ma ad occuparsi di loro da oggi sono anche i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, che sul caso hanno aperto un fascicolo. Al centro dell’inchiesta, le possibili connivenze che per anni hanno permesso a dipendenti dell’Asp condannati e interdetti dai pubblici uffici di percepire regolarmente lo stipendio per anni. (Alessia Candito, La Repubblica)

 

 

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