Reggio Emilia, assistente sociale massacrata e stuprata dopo festa multietnica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Ottobre 2013 10:51 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2013 10:51
Il duomo di Reggio Emilia

Il duomo di Reggio Emilia

REGGIO EMILIA – Attirata in una palazzina abbandonata, minacciata con spranga e coltello, picchiata, costretta a spogliarsi e violentata. Vittima dello stupro un’assistente socio sanitaria di Reggio, violentata nei locali abbandonati di viale Ramazzini di Reggio Emilia lo scorso 16 giugno.

Carnefice un 32enne di origine magrebina, clandestino. Gli uomini della Squadra mobile dopo quattro mesi di serrate indagini lo hanno trovato a Rapallo (Genova), dove si era rifugiato, e lo hanno arrestato.

La Gazzetta di Reggio ricostruisce la notte del 16 giugno. I due si erano incontrati durante una festa multietnica. A partecipare all’evento è anche la 33enne, che lavora come operatrice socio assistenziale, con il fidanzato. La coppia trascorre la serata con altri amici. E insieme conoscono uno straniero, ai quali li lega un’amicizia in comune. Nasce una simpatia, un feeling. E’ galante con la 33enne, pieno di complimenti. Le sue parole spingono la coppia, quando si fa tardi, a seguirlo in quello che doveva essere il suo alloggio. Quando arrivano in viale Ramazzini la coppia si accorge che lo stabilè in stato di abbandono ed è occupato abusivamente da altri stranieri che lì si sono accampati. Chiusi in stanza, la coppia e gli stranieri succede di tutto. I due tirano fuori una spranga di ferro e un coltello. E sotto la minaccia mettono in fuga il fidanzato della donna. Quando la polizia arriva i due sono già fuggiti.