Regina Coeli, altro suicidio in cella dopo Ludovico Caiazza: presunto killer di Mario Pegoretti

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 luglio 2015 0:11 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2015 0:47
Regina Coeli, altro suicidio in cella dopo Ludovico Caiazza: presunto killer di Mario Pegoretti

La facciata del carcere di Regina Coeli

ROMA – Lo hanno trovato impiccato nella sua cella a Regina Coeli. E’ il secondo suicidio nell’arco di 24 ore tra le mura del carcere roman, dopo quello di Ludovico Caiazza, il presunto killer del gioielliere Giancarlo Nocchia, ucciso durante una rapina nel suo negozio nel quartiere Prati.

All’arrivo dell’ambulanza del 118 non c’era più nulla da fare. Il secondo detenuto suicida aveva 18 anni ed era di nazionalità romena. Anche lui accusato di omicidio: era uno dei presunti assassini del truccatore dei vip Mario Pegoretti, pestato a morte ad aprile scorso nella Pineta Sacchetti per 50 euro e un orologio del valore di appena 150 euro.

Lo straniero era stato arrestato a fine aprile dai carabinieri, insieme a un connazionale. E’ stato trovato impiccato nella sua cella, a poche ore dal suicidio del presunto killer del gioielliere ucciso nel suo negozio nel quartiere romano di Prati.

Il tragico gesto si sarebbe consumato intorno alle 22,20 di lunedì sera. Secondo quanto riportato dall’Ansa l’uomo si trovava nella stessa sezione in cui era detenuto il presunto killer del gioielliere, la settima, in una cella singola. Era stato lo stesso detenuto a chiedere, qualche giorno fa, di essere spostato dalla seconda sezione di Regina Coeli, alla settima, adducendo motivi di incompatibilità

Le modalità del suicidio sarebbero del tutto simili a quelle di Ludovico Caiazza. Caiazza era solo nella cella. E in servizio, al momento del suicidio, sarebbero stati soltanto due agenti. Motivo per cui è stata aperta una inchiesta per far luce sulla vicenda.

Leo Beneduci, segretario Osapp, il sindacato di polizia penitenziaria, parla anche in questo caso di carenze dell’organico: “Questa sera, come ieri sera, c’era di fatto un solo agente di guardia nella settima sezione e in tutta Regina Coeli mi risulta ce ne siano la sera 10-15. Il carcere soffre come altre strutture di un forte problema di sotto organico”.

“In questo periodo – aggiunge Beneduci – si sommano una serie di concause: il sotto organico, le ferie, la presenza insufficiente di psicologi per l’assistenza dei detenuti. Regina Coeli è un carcere ormai vecchio, inadeguato. In questo quadro, un altro fattore da non sottovalutare è quello del caldo, che va ad aggiungersi a una situazione già di per sé complessa e può esacerbare situazioni di forte pressione dei detenuti. La gestione dei soggetti accusati di reati così gravi è molto complessa”.