Regina Coeli, detenuto da fuoco alla cella. Tra sfollati anche l’americano coinvolto nell’omicidio Cerciello Rega

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Settembre 2019 21:00 | Ultimo aggiornamento: 1 Settembre 2019 21:01
Regina Coeli, detenuto da fuoco alla cella. Tra sfollati anche l'americano coinvolto nell'omicidio Cerciello Rega

Una veduta interna del carcere di Regina Coeli in una foto d’archivio Ansa

ROMA – Domenica da incubo per il Reparto di Polizia Penitenziaria del carcere di Regina Coeli a Roma. Nel primo pomeriggio di oggi, un detenuto rumeno ha dato fuoco al materasso e a tutto quello che c’era nella sua cella del Centro Clinico del carcere. Un fatto grave, che avrebbe potuto avere peggiori conseguenze se non fossero intervenuti per tempo gli agenti penitenziari.

Si è reso così necessario sfollare i detenuti, tra i quali c’era anche uno degli americani coinvolti nell’omicidio del Vice Brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, spiega Maurizio Somma, segretario per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e più rappresentativo della Categoria.

“Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari. Sono stati bravi i poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di Regina Coeli a intervenire tempestivamente, con professionalità, capacità e competenza”, ha detto.

Somma ha quindi espresso ai poliziotti di Regina Coeli “la solidarietà e la vicinanza del Sappe” ed evidenziato come l’incendio sventato nel carcere è “sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E la situazione è diventata allarmante per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente  in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici”.

Il Segretario Generale del Sappe Donato Capece denuncia il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere che vede coinvolti detenuti stranieri. “E’ sintomatico”, spiega il leader nazionale dei Baschi Azzurri, “che negli ultimi dieci anni ci sia stata un’impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni ’90 sono passati oggi ad essere oltre 20mila. Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d’origine può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia. E’ solo grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del Sappe per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei Reparti di Polizia Penitenziaria del Lazio”.

Fonti: Ansa, Agi