Regioni che rischiano la zona gialla: per ora nessuna, ma Calabria, Sicilia, Toscana e Lazio…

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 23 Luglio 2021 10:45 | Ultimo aggiornamento: 23 Luglio 2021 10:45
Regioni che rischiano la zona gialla: per ora nessuna, ma Calabria, Sicilia, Toscana e Lazio...

Regioni che rischiano la zona gialla: per ora nessuna, ma Calabria, Sicilia, Toscana e Lazio… (Foto d’archivio Ansa)

Per ora non ci sono regioni che rischiano la zona gialla. Per ora, appunto. Stando all’ultimo decreto del governo Draghi nessuna regione sfora i numeri dei ricoveri in ospedale per Covid e dei ricoveri in terapia intensiva.

Ma ci sono indubbiamente alcune regioni che stanno peggio di altre. E che dovranno tenere sotto controllo i contagi, se non vorranno rischiare di lasciare la zona bianca. Con tutto ciò che comporta la zona gialla (regole, restrizioni, limitazioni).

Per esempio Calabria e Sicilia sono quelle messe peggio per le ospedalizzazioni nei reparti non Covid. Mentre Toscana, Sicilia e Lazio hanno il più alto tasso di ricoveri in terapia intensiva. Sia chiaro, siamo ben lontani dalla soglia del 15% dei posti letto nei reparti ordinari e del 10% delle terapie intensive. Ma l’ultimo monitoraggio dell’Iss certifica una situazione che è certamente peggiorata rispetto alle ultime settimane.

Regioni a rischio zona gialla: i numeri dei ricoveri

Le ospedalizzazioni per Covid-19 sia in area medica che in terapia intensiva (nuovo indicatore) a livello nazionale sono rispettivamente al 2,1% e 2%. Lontano dalle soglie di zona gialla del 15 e 10 per cento. Ma alcune regioni sono già oltre il 5% per l’occupazione in area medica: Calabria 5,7% e Sicilia 5,2% per l’area medica. Seguono la Campania con 4,8% e la Basilicata 4,7%. Per le intensive la Toscana è a 3,4%, la Sicilia 3,3% e il Lazio a 3%. Per incidenza dei casi, in testa la Sardegna con 82,8 su 100mila abitanti. Altre 3 sopra la soglia di 50: Veneto (68,9); Lazio (68,8); Sicilia (64,9).

Monitoraggio Iss: sale l’Rt nazionale

Schizza l’Rt nazionale che oltrepassa la soglia di 1 attestandosi a 1,26, cioè una persona con il virus oramai ne contagia più di un’altra. La scorsa settimana l’Rt era a 0,91. Sono questi i dati contenuti nella bozza di monitoraggio settimanale dell’Iss- Ministero della Salute sull’andamento dei contagi ora all’esame della cabina di regia.

Cresce il valore dell’indice di trasmissibilità del contagio Rt in Sardegna, raggiungendo il valore di 2.24 (rispetto a 1.12 della scorsa settimana). Le altre Regioni con il valore di Rt più alto questa settimana sono il Veneto (1.67), le Marche (1.46) e la Liguria (1.45). Le Regioni che hanno invece i valori di Rt più bassi sono il Molise, dove Rt questa settimana è pari a zero, e la Basilicata (0.81). 

Forte aumento dell’incidenza che passa questa settimana a 41 casi per 100 mila abitanti (i dati aggiornati a ieri) contro i 19 casi della settimana precedente. La circolazione della variante Delta è in aumento in Italia ed è ormai prevalente. Questa variante sta portando ad un aumento dei casi in altri paesi con alta copertura vaccinale, pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi.

L’importanza dei vaccini

È necessario raggiungere un’elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione per prevenire ulteriori recrudescenze di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti con maggior trasmissibilità. Inoltre, Sulla base delle previsioni ECDC, della presenza di focolai causati dalla variante delta in Italia e delle attuali coperture vaccinali, è opportuno mantenere elevata l’attenzione e rispettare le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale.

19 regioni a rischio moderato

Sono 19 le Regioni e Province autonome classificate a rischio moderato e due (Basilicata e Valle D’Aosta) a rischio basso secondo questa settimana. Quindici Regioni e Province autonome riportano allerte di resilienza. Il quadro generale della trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2, rileva il monitoraggio, torna a peggiorare nel Paese.

Nessuna Regione e Provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è stabile al 2%, con un lieve aumento nel numero di persone ricoverate che passa da 157 (13/07/2021) a 165 (20/07/2021). Il tasso in aree mediche a livello nazionale rimane al 2%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in lieve aumento: 1.128 (13/07/2021) a 1.194 (20/07/2021). E’ quanto Emerge, secondo quanto si apprende, dalla bozza di monitoraggio settimanale Iss- Ministero della Salute sull’andamento dei contagi ora all’esame della cabina di regia.