Perché Lazio, Calabria, Sicilia sono in rosso. Troppi cesarei e ricoveri altrove

Pubblicato il 28 luglio 2012 9:59 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2012 10:04

mediciROMA – In Sicilia, Calabria e Lazio più di un paziente su 4 è insoddisfatto della Sanità. Troppi sprechi per i parti cesarei, per i viaggi, per pagare le Asl e in più  se la Regione ha i conti in rosso, dal 2013 toccherà pagare di più perché l‘Irpef aumenta,  come sottolinea l’emendamento al decreto di spending review.

Al meridione la percentuale dei parti cesarei è il doppio del Settentrione, così come il tempo passato in attesa all’Asl. Ogni anno dal Sud si muovono 244 mila pazienti, il 9,2%, oltre sei volte il valore registrato nel Nord, per ricoverarsi altrove. Così nel Sud “una quota significativa (il 20% circa) delle imposte pagate dai cittadini e dalle imprese per finanziare il servizio sanitario viene assorbita dal pagamento di Asl e aziende ospedaliere localizzate fuori regione”, spiega Cesare Fumagalli di Confartigianato.

Tra il 2008 e il 2011 hanno aperto un buco da 10,4 miliardi, ovvero il 94,5% del totale le seguenti Regioni:

  • Lazio (quasi 5 miliardi, cioè 865 euro per abitante)
  • Campania (2,3 miliardi)
  • Puglia (1,1)
  • Sardegna (786 milioni)
  • Calabria (632)
  • Sicilia (592)

Scrive il Corriere della Sera:

In Calabria nel 74% dei casi si superano i 20 minuti. Sono cifre e considerazioni contenute in un rapporto della Confartigianato, che chiede al governo di «eliminare senza pietà sprechi e sacche di inefficienza perché — dice il segretario generale Cesare Fumagalli — è improcrastinabile una riduzione della pressione fiscale su lavoro e imprese che pagano le tasse più alte del mondo», anche per finanziare la Sanità. Vediamo alcuni dati di partenza: tra il 2000 e il 2011 la spesa sanitaria è cresciuta del 64,1%, a un ritmo doppio rispetto al Prodotto interno lordo (31,9%), ma in parte è naturale perché la popolazione invecchia e le cure diventano sofisticate. Oggi la spesa ammonta a 114,5 miliardi, pari al 7,2% del Pil, un livello non eccessivo. La spesa pro capite media è di 1.851 euro. Al primo posto c’è la Provincia di Bolzano con 2.256 euro, seguita da Friuli Venezia Giulia (2.074) e Molise (2.054). All’ultimo posto c’è la Campania con 1.710. Il Lazio è al settimo posto con 1.969 euro, la Lombardia al dodicesimo con 1.867.