Le Regioni si isolano e fanno da sé: Val d’Aosta off-limits, chi entra in Basilicata finisce in quarantena

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Marzo 2020 12:26 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2020 12:51
Le Regioni si isolano e fanno da sé: Val d'Aosta off-limits, chi entra in Basilicata finisce in quarantena

Coronavirus, aumentano le zone rosse in Italia (Ansa)

ROMA – Coronavirus corre al momento inarrestabile, la curva dei contagi si avvia verso il picco atteso nei prossimi giorni e le Regioni corrono ai ripari con provvedimenti autonomi e isolandosi dal resto d’Italia. Fino al prossimo 3 aprile, chiunque arrivi in Basilicata, dall’Italia o dall’estero, per restarvi “anche temporaneamente”, dovrà comunicare la sua presenza e stare in quarantena domiciliare per 14 giorni. La Sicilia, ha deciso il governo ma su richiesta della Regione, sospende tutti i collegamenti ordinari in entrata e in uscita, solo le merci e chi dimostra comprovate necessità potrà entrare o uscire dall’isola.

In Valle d’Aosta Renzo Testolin ha emanato un’ordinanza che ne vieta l’ingresso ai non residenti e invita quelli presenti a rientrare a casa. Nel Comune di Ariano Irpino, ad Avellino, tutta la popolazione è stata messa in quarantena, dopo un’ordinanza del presidente della Campania. I governatori di Sicilia e Calabria sollecitano invece l’intervento dell’esercito per contrastare gli arrivi dal Nord Italia nell’isola. In Veneto Zaia minaccia il coprifuoco se la popolazione non osserverà i divieti. Medicina, un comune della cinta bolognese, è stato dichiarato zona rossa 

Valle d’Aosta vieta ingresso ai non residenti

Il presidente della Regione Valle d’Aosta Renzo Testolin ha emanato un’ordinanza che vieta l’ingresso in Valle d’Aosta ai non residenti e invita quelli presenti a rientrare a casa. Il provvedimento, che vieta l’ingresso nel territorio della Valle d’Aosta se non per i motivi previsti dal Dpcm, è stato disposto su indicazione dei sindaci valdostani e dell’assessorato regionale alla sanità.

Basilicata chiusa, chi entra va in quarantena

Fino al prossimo 3 aprile, chiunque arrivi in Basilicata, dall’Italia o dall’estero, per restarvi “anche temporaneamente”, dovrà comunicare la sua presenza e stare in quarantena domiciliare per 14 giorni. Lo stabilisce un’ordinanza – la quinta dall’inizio dell’emergenza coronavirus – emessa poco fa dal presidente della Regione, Vito Bardi.

Durante la quarantena si dovrà osservare il divieto di “contatti sociali, spostamenti o viaggi”, con l’obbligo di “rimanere raggiungibili per le attività di sorveglianza”. L’ordinanza, inoltre, vieta a chiunque viva in Basilicata “di allontanarsi dal proprio domicilio”, salvo che nei casi previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dell’8 marzo: lavoro, necessità, motivi di salute.

Veneto, Zaia minaccia il coprifuoco

“Le proiezione sul contagio da Coronavirus sono in crescita, se non si seguono le regole si rischia il crash sanitario e prima di questo il coprifuoco”. Lo ha detto il Governatore del Veneto, Luca Zaia, sull’emergenza Coronavirus. “I nostri modelli statistici ci dicono che bisogna stare in isolamento – ha aggiunto – perché la prima cura contro il Coronavirus è curare sé stessi stando a casa evitando di avere contatti anche con i parenti e vicini di casa”.

Zaia, a fronte della troppa gente che continua ad uscire, ha ipotizzato un’ordinanza per chiudere parchi pubblici, giardini e spazi aperti di ritrovo. Inoltre ha invitato a non andare più volte al giorno a fare la spesa per poter uscire “se si dimentica qualche cosa – ha spiegato – lo si acquista con la spesa del giorno dopo”.

Medicina (Bologna) “zona rossa” fino al 3 aprile

Medicina come Codogno e Vo’. Dalla mezzanotte scorsa, comunica la Regione Emilia-Romagna, non è più possibile uscire dal capoluogo Medicina e dalla frazione di Ganzanigo, nel comune bolognese dove ormai da giorni si registra “una crescita anomala” del contagio da Coronavirus. La misura straordinaria sarà in vigore fino al prossimo 3 aprile, “dettata dalle indicazioni medico-scientifiche e necessaria per arginare la diffusione del virus, a tutela dei cittadini del Comune di Medicina, del comprensorio imolese e della Città metropolitana di Bologna, che conta un milione di persone”. (fonte Ansa)