Reinhold Messner, i 70 anni del Re degli Ottomila

Pubblicato il 6 settembre 2014 14:53 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2014 14:53
Reinhold Messner

Reinhold Messner

BOLZANO -”Qualcuno può avere difficoltà a crederlo, ma sono una persona prudente. E’ per questo motivo che sono ancora qui”. A dirlo è Reinhold Messner, il primo uomo ad aver scalato tutte le 14 cime del mondo oltre gli 8.000 metri. E’ stato anche il primo ad aver scalato un ottomila in solitaria e, con l’austriaco Peter Habeler, è stato inoltre il primo ad essere salito sull’Everest (8.848 m) senza bombole d’ossigeno, quando molti erano convinti che il corpo umano non potesse reggere lo sforzo nell’aria rarefatta.

Reinhold Andreas Messner è nato il 17 settembre 1944 a Bressanone ed è cresciuto con i suoi otto fratelli in val di Funes. Ad appena cinque anni il padre Josef, il severo preside della piccola scuola del paese, l’ha portato per la prima volta su un tremila, il Sass Rigais.

Da ragazzo si è cimentato nell’arrampicata sulle pareti delle Dolomiti, spesso in compagnia del fratello Guenther, che nel 1970 l’ha accompagnato anche sul Nanga Parbat (8.125 m), dove è poi morto in circostanze tragiche. Questa perdita ha segnato Reinhold per sempre, non solo dal punto di vista fisico. A causa dei gravi congelamenti ai piedi l’alpinista ha dovuto abbandonare l’arrampicata estrema e concentrarsi sull’alta quota. “Se ho tanta forza in me, sarà anche perchè porto in me una parte dell’energia di mio fratello”, dice oggi Messner. Incoronato Re degli ottomila, Messner si è dedicato all’attraversamento dei grandi deserti di ghiaccio e di sabbia. Dopo la parentesi da eurodeputato Verde (1999-2004), ha creato una rete di musei della montagna, che presto diventeranno sei.

Durante la sua lunga carriera ha, inoltre, pubblicato una cinquantina di libri, alcuni dei quali sono diventati veri bestseller. Messner ha quattro figli, gli ultimi tre nati dalla relazione con Sabine Stehle, che ha sposato nel 2009 dopo 25 anni di convivenza. L’altoatesino polarizza e non teme il confronto duro. Con il suo carattere diretto e spigoloso non si è fatto solo amici. Un amico vero è stato Walter Bonatti. “Walter era il mio mito, da ragazzino gli ho dedicato il mio primo tema d’italiano a scuola”, ha raccontato Messner nel 2010 in occasione dell’80/mo compleanno del bergamasco. Ora, a 70 anni, Messner non intende fermarsi e si cimenta con una nuova sfida: produrre film per accompagnare lo spettatore in montagna sul grande schermo.