Renata Rapposelli uccisa, nuova ordinanza di custodia per Giuseppe e Simone Santoleri

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 marzo 2018 13:30 | Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2018 13:30
Nuova ordinanza per Giuseppe e Simone Santoleri, marito e figlio di Renata Rapposelli

Renata Rapposelli

TERAMO – Una nuova ordinanza di misura cautelare in carcere è stata emessa nei confronti di Giuseppe e Simone Santoleri, rispettivamente marito e figlio di Renata Rapposelli, la pittrice teatina il cui cadavere fu ritrovato a Tolentino (Macerata) nel novembre del 2017.

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I due sono indagati per la morte della donna con le accuse di omicidio volontario aggravato e sottrazione di cadavere. Secondo l’accusa la donna fu uccisa il 9 ottobre a Giulianova (Teramo); il corpo senza vita venne ritrovato il 12 novembre sulla riva del fiume Chienti.

Ad emettere la nuova ordinanza, dopo che il giudice per le indagini preliminari di Ancona si era dichiarato territorialmente incompetente, il gip di Teramosu richiesta del pubblico ministero. Il provvedimento è stato notificato ai Santoleri questa mattina in carcere a Castrogno, dove sono detenuti, dai carabinieri del nucleo investigativo di Teramo.

Lo scorso 7 marzo Simone e Giuseppe Santoleri sono stati arrestati in relazione alla morte di Renata Rapposelli con le accuse di concorso in omicidio volontario e sottrazione di cadavere.

Nell’ordinanza il giudice sottolineava come alla base dell’omicidio non vi sarebbero solo questioni economiche, “esplose nel mese di giugno 2017, momento in cui sulla pensione di Santoleri è stata applicata una trattenuta di 200 euro a favore di Rapposelli Renata” e relative anche a tremila euro di arretrati, ma anche, e in primo luogo, “l’astio nutrito da Simone nei confronti della madre, con radici remote, da far risalire all’età adolescente”.

Aspetti di cui è stato lo stesso Simone a parlare, nel corso di diverse trasmissioni televisive, e che si sarebbero “vicendevolmente catalizzate fino a ‘scoppiare’ proprio il giorno della visita della Rapposelli a Giulianova (Teramo)”. Visita che, secondo gli inquirenti, si sarebbe conclusa con la morte della donna.