Renato Vallanzasca, 10 mesi per furto mutande: “Complotto, porto solo Versace”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 novembre 2014 13:30 | Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2014 14:40
Renato Vallanzasca condannato a 10 mesi per il furto delle mutande

Renato Vallanzasca condannato a 10 mesi per il furto delle mutande

MILANO – Renato Vallanzasca è stato condannato a 10 mesi dal tribunale di Milano con l’accusa di tentata rapina impropria per aver rubato due paia di mutande e altri oggetti di scarso valore in un supermercato lo scorso giugno. Con questa condanna rischia di non ottenere più benefici durante la detenzione.

L’estate scorsa aveva spiegato il presunto furto come un complotto collegato alle sue rivelazioni su Marco Pantani. In aula, venerdì, ha fatto lo sbruffone davanti al giudice: “Porto solo mutande Versace, non da 3 euro”.

Vallanzasca, tempo fa, aveva reso dichiarazioni spontanee in aula spiegando cosa fosse successo, a suo dire, quel pomeriggio verso le 18,45 nel supermercato Esselunga di Milano premettendo che “io quelle cose non le ho rubate”. Mentre era al supermarket per comprare del cibo per la cena (all’epoca godeva della semilibertà), si è avvicinato a lui un giovane che lo “chiamava zio Renato”. L’imputato aveva precisato di non aver mai incontrato prima il sedicente fan che gli aveva detto di conoscere anche la sua ex moglie.

Il ragazzo, secondo il racconto di Vallanzasca, si sarebbe offerto di portargli la borsa e, solo arrivato alla cassa e fermato da un addetto alla sorveglianza, si sarebbe accorto che “quelle robe”, tra cui anche delle cesoie e del concime per le piante, “erano state messe nella mia borsa”. “Perché mi è stata fatta una cosa del genere non lo so, io so soltanto che entro Natale avrei dovuto discutere della mia liberazione condizionale e potevo tornare libero”, aveva aggiunto Vallanzasca.

Vallanzasca, per le sue rivelazioni su Pantani, è stato ascoltato dai magistrati recentemente raccontando quanto accaduto nel giugno del 1999. Vallanzasca avrebbe riferito agli inquirenti di essere stato avvicinato in carcere da un esponente della Camorra che, visto il ruolo di prestigio di Vallanzasca all’interno della mala italiana, era desideroso di fargli un ‘regalo’, e cioè di non scommettere, come stavano facendo tutti, sulla vittoria di Pantani al Giro d’Italia, perché il Pirata quel giro non lo avrebbe finito. Regalo che Vallanzasca, a quanto pare, non tramutò in una ‘giocata’ contro il campione di Cesenatico.