Renzo Fabbro malato di sclerosi multipla: “Portatemi in Svizzera, voglio morire”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Marzo 2015 10:57 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2015 11:00
Renzo Fabbro malato di sclerosi multipla: "Portatemi in Svizzera, voglio morire"

Renzo Fabbro malato di sclerosi multipla: “Portatemi in Svizzera, voglio morire”

UDINE – Renzo Fabbro, professore di matematica di 60 anni, è malato di sclerosi multipla e ora chiede di essere portato in Svizzera e sottoposto ad eutanasia. “Voglio morire”, ha detto l’uomo che vive a Udine e ha iniziato uno sciopero della fame.

Fabbro è stato intervistato da Lisa Zancaner del Gazzettino, che gli ha chiesto perché l’uomo abbia deciso di chiedere l’eutanasia e sia disposto a farsi portare in Svizzera:

“La diagnosi non perdona. E lei non accetta di vivere così.

«Sono un sostenitore dell’eutanasia, non si può essere costretti a soffrire. So che non è la scelta migliore, ma la mia non è un’idea folle».

Ci è voluto molto tempo per arrivare alla diagnosi di sclerosi multipla?
«Sì. In certi casi è fondamentale una diagnosi precoce. Io ho iniziato a non sentirmi bene nel marzo del 2010, mi sono sottoposto a numerose visite, anche private e a molte terapie, ma nessuno mi aveva diagnosticato la sclerosi multipla».

Lei vuole morire, ma i suoi familiari non sono disposti a condividere questa scelta.
«Ho perso i genitori per tumore, non ho figli e mia moglie non condivide la mia decisione, ma ripeto: non si può vivere così».

Quanto sta soffrendo?
«Sono immobilizzato a letto, muovo solo il braccio destro, ma mi sembra di avere centinaia di chiodi piantati dentro ogni volta che lo muovo. Nessun antidolorifico mi fa effetto, mi sento bruciare dal dolore».

Che cosa chiede?
«Chiedo aiuto a chi potrà darmelo per poter arrivare al confine con la Svizzera, da lì mi posso arrangiare da solo. Ho anche i mezzi economici per poterlo fare».

Le mancano i suoi studenti?
«Sono docente da 32 anni, il lavoro mi manca come l’aria che respiro. Sono andato a scuola fino all’ultimo. Alcuni studenti sono venuti a trovarmi e ho detto loro che sarei tornato presto, ma non sarà così»”.